Skylark – Recensione: The Storm & The Horizon

Sayonara Skylark. Per l’ultimo capitolo della carriera, la band di Eddy Antonini ha deciso di fare decisamente le cose in grande. La label di sempre, la storica Underground Symphony, che aveva già tenuto a battesimo i nostri per i grandi successi di “Gate Of Hell” e “Gate Of Heaven”, decide di pubblicare un’ incredibile confezione in digibook contente il nuovo album “The Storm & The Horizon”, il rifacimento del primo full length “Dragon’s Secrets” (per molti il miglior cd targato Skylark) e due greatest hits finora inediti per il mercato europeo. E’ indubbio che si tratti di un’operazione dedicata ai fedelissimi ed ai fan della terra del Sol Levante, dove Eddy e soci hanno da sempre un grande seguito. Per tutti gli altri, che hanno deciso ad un certo punto di criticare a priori senza aver ascoltato una sola nota delle ultime produzioni, sarà l’ennesima occasione per scagliarsi contro una band che ha fatto del proverbio “Nemo Propheta in Patria” il proprio cavallo di battaglia.

E’ evidente come il nuovo “The Storm & The Horizon” sia rivolto principalmente al pubblico giapponese, considerando i contenuti di un cd monstre della durata di quasi 80 minuti, che propone, oltre ad una manciata di nuove song, anche cover di Bon Jovi e Cinderella ed alcune sigle di cartoni animati in lingua originale. Non è da trascurare, in tal senso, l’ingaggio dietro al microfono, oltre alla bella Ashley, frontgirl americana confermata dopo il successo di “Twilights Of Sand”, di diverse cantanti con gli occhi a mandorla. Il sound degli Skylark, inoltre, si è ammorbidito parecchio, lontano dal power sinfonico degli esordi, ma più vicino all’hard rock orchestrale di “Wings”. Ed è forse questa la dimensione in cui i nostri si muovono meglio attualmente, con song come l’opener “Eyes” o la soffice “Just One World (To Fall In Love)”, in cui brillano dolci vocals femminili. Per la chiusura di questo cerchio artistico è tornato all’ovile anche Fabio Dozzo, per dare vigore, con una prestazione solida e precisa, ai brani maggiormente power oriented, con gli immancabili clavicembali di scuola Strato a viaggiare a velocità supersonica. “The Storm & The Horizon” potrà far storcere il naso a coloro che si attendevano un quarto capitolo della serie “Divine Gates”, ma non potrà essere criticato per la produzione made in USA ad opera di Jeremy Parker (Evenescence, Slipknot, Simple Plan, Trivium) ai Saltmine Studio e masterizzato da Ryan Smith agli Sterling. Questa edizione speciale ci presenta anche due best of in cui viene ripercorsa la carriera del gruppo milanese, senza trascurare il solista di Antonini, andando a ripescare tutte le hit degli Skylark, da “Belzebu” a “Welcome”, passando per “Fear Of The Moon” e “The Princess’ Day”.

The Storm & The Horizon” ci riconsegna una band in forma e perfettamente calata in una realtà magari diversa da quella europea, ma in cui gli Skylark sguazzano a meraviglia. I nostri hanno ottenuto in Giappone grandi riconoscimenti, a dispetto di addetti ai lavori sempre pronti a puntare il dito sulle opere di Eddy e Brodo e di altri musicisti rosiconi, che non hanno raccolto in tutti questi anni la metà dei successi dei nostri. Ed il canto del cigno del gruppo è un omaggio a quel mercato, che li ha accolti ed acclamati ed a cui è dedicato un prodotto in un formato che solo band di primissima fascia hanno potuto sfoggiare in tanti anni di carriera.

 

Voto recensore
7,5
Etichetta: Underground Symphony

Anno: 2015

Tracklist:

CD 1: THE STORM & THE HORIZON

01. Eyes
02. The Kiss That Never Happened
03. Crystal Lake
04. Just One World (To Fall In Love)
05. マジンガーZ
06. Don’t Know What You Got
07. The Run Towards The Sun
08. Shot Thorugh The Heart
09. Tears
10. Another Reason To Believe
11. The Hardest Part Is the Night
12. 離したくはない
13. Road To Heaven
14. 会いたかった
15. Santa Fe
16. さんぽ
17. Carrying You
18. Bridges Are Burning


Sito Web: www.skylarkrock.com

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. rainchaos

    Addetti ai lavori sempre pronti a puntare il dito sulle opere di Eddy?? Musicisti rosiconi?? Guarda io non sono musicista, ma un semplice appassionato di musica da 23 anni, di solito cerco sempre di essere molto ponderato e criticare ciò che non apprezzo senza umiliare, e sono felice che ti piaccia, ma per questo gruppo devo fare un eccezione….per me questa è MERDA. E’ una VERGOGNA che l’italia sia famosa in Giappone anche per questa roba INDEGNA, amatoriale, è una frode musicale, una totale presa in giro, una roba di una pochezza unica, autori di nulla cosmico da 20 anni. Erano molti mesi (forse anni) che non sentivo qualcosa di cosi orripilante dal punto di vista musicale. Le cantanti sono qualcosa di indescrivibile, inascoltabile (sembra una puntata di “talenti incompresi” di X Factor?), i suoni sono di un pop scialbo, melenso, ridicolo, amatoriale che più non si può….non ascoltate questo scempio sonoro, a meno che non vogliate farvi male o siate attratti dall’ orrido….mi dispiace andar giù così pesante, ma questo è veramente un gruppo penoso, che rovina l’immagine della musica italiana nel mondo….Grazie Dio che si levano dalle palle, spero per sempre. Scusate lo sfogo, ma dopo aver visto in tanti anni, band validissime snobbate dai più, vecchi o giovani che siano, e sentire ancora parlare di questi cialtroni mi fa andare il sangue al cervello. Adiòs Eddy, a mai più

    Reply
  2. luca

    ahime, ma devo dare ragione a rainchaos, qui si tocca il fondo, comprai i vecchi album di questa band, ma li ho rivenduti subito dopo, definirli amatoriali e’ riduttivo, la band italiana piu sopravalutata degli ultimi 20 anni…ed e’ davvero vergognoso vedere recensioni cosi, se a questo e’ stato dato 7,5 (!) al disco di TURILLI bisognava dargli 15/10 come voto.

    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login