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Cradle Of Filth – Recensione: Cryptoriana -The Seductiveness Of Decay

Dopo un paio di anni da “Hammer Of The Witches” ecco tornare Dani Filth & soci, nuovo album e nuovo tour alle porte. Il nuovissimo e scintillante “Cryptoriana – The Seductiveness of Decay” è un buon passo nella discografia dei nostri. Concreto, melodico ed atmosferico.

Bella la partenza con “Exquisite Torments Awaits”: secca, diretta e d’impatto. Nella sua brevità piace per la concretezza che i nostri riescono a dare a delle buone melodie. Ma le cose iniziano a diventare serie con la prima canzone vera e propria Heartbreak And Séance, vera e propria bordata con delle chitarre affilatissime ad accompagnare un Dani Filth ispirato (anche se leggermente forzato in alcuni punti) sia a livello lirico che a livello interpretativo. Atmosferica e positiva anche la secca “Achingly Beautiful”, che inganna con il suo incendere quasi mediorientale ma che poi diventa vera e propria scheggia potente e dinamica.

Sorprendente “Wesper Vespertine”, dai riff thrash e dai tanti umori cangianti che si uniscono ad atmosfere nere come la pece. Una canzone che come un brivido lungo la schiena risale fino a diventare una delle migliori dell’album per merito anche di un break centrale teatrale e d’impatto. Presenti, anzi presentissime, le ombre della NWOBHM che si trasformano in presenze concrete. Probabilmente la migliore del lotto per complessità e qualità.

La title track, “The Seductiveness Of Decay”, è un vero e proprio tourbillon: riff death metal, citazioni degli Iron Maiden e ritmiche thrash da lasciare senza fiato. Descritta così la canzone sembra quasi un “Frankenstein” musicale incapace di dare una struttura concreata ad oltre 7 minuti di canzone, ma per fortuna non è così. La canzone funzione proprio per questi cambi di “prospettiva” e l’ascoltatore rimane incastrato nel voler capire dove Dani & soci andranno a parare il secondo dopo. Una buona canzone, senza dubbio. Con “Vengeful Spirit” si sfocia nel thrash vero e proprio. Tesa, secca ed un break inaspettato che apre all’incursione di Liv Christine che sembra “estrarre” Dani Filth dal girone infernale in cui era precipitato. Un momento di “pace” la presenza della cantante norvegese.

“You Will Know the Lion by His Claw” invece è forse la canzone più “canonica” delle 8 proposte dai Cradle. Dura, secca, sempre dannatamente thrash ma forse troppo “lineare” se messa a confronto delle altre. Questa analisi non toglie il gran lavoro delle chitarre, protagoniste indiscusse della canzone. Chiusura con “Death And The Maiden”, quasi 9 minuti di passione e disperazione. Una canzone epica, dai mille umori e dalle mille paura. Un crescendo, una canzone che cerca spiragli di luce ma che viene ricacciata nelle tenebre

Dani Filth – sebbene in alcuni punti risulti un po’ troppo forzato – piace ancora oggi, a distanza da tanti anni dal debutto. Gioca molto sull’esperienza e sulla capacità di “recitare” (da leggere in maniera positiva, ovviamente) il suo essere cantante. Mestiere ed esperienza sono necessari per dare uno spessore “diverso” a tutto l’album.

Piace anche il contributo di Lindsay Schoolcraft, un lavoro quasi “sotterraneo” ma presente. Con le melodie che escono dai tasti bianchi e neri ad insinuarsi nella testa dell’ascoltatore.  Buono anche il contribuito della tastierista alle voci.

Atmosferico al punto giusto, molto belle le armonie ed i riff di chitarra ed un Dani Filth ispirato. C’è davvero del buono nel nuovo album dei Cradle. Non un capolavoro degno di “Midian” (secondo il mio modestissimo punto di vista, il punto più alto toccato dai ragazzi capeggiati dal cantante dell’Hertordshire, nda.) ma un valido e convincente seguito di “Hammer Of The Witches”.

Voto recensore
7
Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2017

Tracklist: 1. Exquisite Torments Await 2. Heartbreak and Seance 3. Achingly Beautiful 4. Wester Vespertine 5. The Seductiveness of Decay 6. Vengeful Spirit 7. You Will Know the Lion by His Claw
Sito Web: http://www.cradleoffilth.com/

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista extraordinaire in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “persona seria” per n-mila testate e prodigioso “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Ah sì, anche “cantante” in una band metal-qualcosa. Non ci facciamo mancare niente insomma. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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