Iq – Recensione: The Road Of Bones

Che delusione!

Dopo due lavori più che buoni, come “Frequency” (la recensione) e “Dark Matter” (la recensione), seppur non paragonabili qualitativamente a quanto prodotto nel loro periodo aureo, gli IQ si ripresentano con una line-up nuovamente rinnovata con la quale ci presentano “The Road Of Bones”.

Due i rientri inaspettati: Paul Cook alla batteria e addirittura il bassista originale Tim Esau mentre dietro ai tasti d’avorio troviamo Neil Durant. Questa la cronaca biografica che non va minimamente ad intaccare il sound, sempre collocabile nel filone neo progressive rock di cui i nostri sono stati tra i prime mover insieme a Marillion, Twelfth Night, Pallas e Pendragon.

Quindi detto del valore storico della band di Mike Holmes, anche, se vogliamo, per riscoprire in retrospettiva la grande tradizione prog, ci chiederete a questo punto, da dove scaturisce la delusione di cui sopra? Purtroppo gli inglesi a questo giro eccedono nell’esecuzione di tempi medi (la title track) che rendono l’ascolto oggettivamente difficile e noioso; ciò è ancor più strano visto che i nostri sono rientrati all’ovile pubblicando il lavoro per la loro Giant Electric Pea. peccato perché il citato “Frequency” (ultima testimonianza in studio ) era un album assolutamente dignitoso e moderno mentre in questo caso veniamo scossi solo dall’accelerazione a metà di “Without Walls” e nulla più. Speriamo in una ripresa il più velocemente possibile.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Giant Electric Pea

Anno: 2014

Tracklist:

01. From The Outside In

02. The Road Of Bones

03. Without Walls

04. Ocean

05. Until The End


Sito Web: http://www.iq-hq.co.uk/

10 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. maurizio

    probabilmente non avete ascoltato bene l’album che tra l’altro contiene un altro cd in omaggio con altri pezzi e con più di 50 minuti
    si l’album è difficile ma dopo svariati ascolti si incomincia a capire la bellezza
    secondo me è un disco bellissimo per pochi eletti chi ha pazienza ne trarrà beneficio
    i suoni sono studiati nei minimi particolari si sente la voglia degli IQ di cercare sempre qualcosa di nuovo in ogni brano
    il mio voto e 9
    lo metto dietro a tales e subterranea
    ciao

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  2. Daniele

    Non mi trovo d’accordo con la review. Album di rara bellezza, una bellezza che ti avvolge ascolto dopo ascolto. La title track è senza mezzi termini un capolavoro artistico, con i suoi tempi dilatati e i testi incredibilmente ben scritti. E vogliamo parlare di Until the End o, nel secondo disco, di Knucklehead o Constellations?

    Dopo Frequency gli Iq avrebbero potuto ‘lasciarsi andare’ e cavalcare l’onda del loro stile ormai ben consolidato e invece hanno intrapreso un nuovo percorso artistico dalla grande impronta emotiva.

    Gran disco.

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  3. Alberto Capettini

    Il link ufficiale per la stampa non conteneva il secondo CD quindi ero impossibilitato a parlarne.

    Rispetto assolutamente i gusti di chiunque ma in una recensione devo dare il mio parere e, da fan assoluto degli IQ sin dai loro esordi, questo mi sembra un mezzo passo falso oltre a non cogliere nessun segnale di inizio di nuovo percorso artistico

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  4. massimo

    Non condivido la recensione.
    Disco, compreso anche il bellissimo bonus CD, di rara bellezza, omogeneo, terribilmente romantico, emozionante.
    Veramente un bel disco…mi piace sempre ricordare cosa facevano i maestri Genesis dopo molti meno anni degli IQ… .

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    • brogior

      i Genesis hanno sempre mirato al soldo, gli IQ alla musica e all’arte, è questa la differenza. I Genesis già nel 73 (dopo solo 4 anni da Trespass erano quasi alla frutta, nel 74 la virata verso la musica più commerciale con The lamb, dal 75 al 78 un ritorno copia e incolla al romantic prog degli esordi (ma senza nessuna gloria) e poi il pop più insulso. Gentle Giant, Yes e Crimson hanno fatto molto ma molto di più per il progressive.

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  5. stefano

    Sinceramente non l’ho ancora ascoltato bene mi è arrivato da poco, cmq la 1 e la 2 a me piacciono molto per il resto devo ascoltare; ottimo il richiamo di massimo ai genesis, condivido in pieno. Possibile che non vengano in italia, siamo mica in africa!!

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  6. Max

    Ma come si può distruggere un disco con 10 righe di recensione.. mah.. sicuramente chiunque altro non “accreditato” sarebbe riuscito a farla meglio. In ogni caso il disco non sarà all’altezza di capolavori come Dark Matter o The Wake ma è un bel disco, dignitoso e con un bonus cd con alcune perle.. riascoltatelo meglio Alberto !

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  7. brogior

    disco mastodontico, se non piace il genere è meglio recensire altro.

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  8. ALESSANDRO POCCIONI

    Recensione assolutamente inadeguata , che ha la grave colpa di avermi per diverso tempo dissuaso a comprare questo eccellente disco. Tra i migliori del decennio. Per favore basta paragoni con i Genesis.
    Vengono in Italia per 2 date Roma e Novara.

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