Nonpoint – Recensione: The Return

Continua la carriera degli americani Nonpoint, che giungono al diciassettesimo anno di attività suggellato dall’ uscita del loro ottavo album dal titolo “The Return”, un prodotto di solido Heavy Metal moderno, che affonda le proprie radici nel Nu Metal che ha caratterizzato il decennio appena trascorso.

Senza voler strafare, i Nostri con maestria riescono a tirare fuori tredici tracce dotate di buona personalità, ognuna delle quali rappresenta un’esperienza a sé, un viaggio attraverso emozioni che, sebbene infervorate in alcuni frangenti da un riffing serrato ed arrembante, non eccedono mai nella veemenza. Il tratto distintivo della band è sicuramente la voce di Elias Soriano che, pur rimanendo sempre graffiante, riesce a spaziare da episodi più battaglieri a parti più melodiche e riflessive. Si avverte molto l’influenza di band quali Godsmack, Staind e Disturbed, la presenza di questi ultimi è evidente già nell’opener “Pins And Needles”, ma ciò non impedisce al combo a stelle e strisce di creare qualcosa di personale.

L’intera produzione pare strizzare l’occhio ad un Heavy Metal di facile presa sulle masse, palesemente radio friendly, fatto che potrebbe far storcere il naso ai puristi del genere, ma dal punto di vista prettamente musicale non si può non affermare che “The Return” contenga in sé una formula che piace e cattura l’attenzione. In fondo è ciò che ci si aspetta da un band come i Nonpoint.

Impossibile non lasciarsi prendere dal ritornello di “Breaking Skin”, uno degli episodi sing-along, debitamente supportato da una ritmica sostenuta, ma comunque melodica; la stessa verve la ritroviamo in “Razors”, con questa traccia inizia a farsi largo l’idea dominante di questo full length, ovvero riff molto catchy che aprono il brano, per poi lasciare spazio a passaggi più riflessivi e dalle ritmiche cadenzate. Un po’ sottotono la titletrack “The Return”, oscurata dal altri brani come “Widowmaker”, tra tutte sicuramente quella maggiormente teatrale con i suoi colori maestosi e “F**K D” che, facendo leva su una ferma aggressività, risulta essere quella più accattivante e ruvida, sul solco dei già citati Godsmack.

“The Return” è un album piacevole, che può contare su sfumature diverse e per questo dinamiche, un prodotto solido e ben riuscito, sebbene non sia un capolavoro.

Voto recensore
7
Etichetta: Metal Blade

Anno: 2014

Tracklist:

01. Pins And Needles
02. Breaking Skin
03. Razors
04. Misery
05. The Return
06. Take Apart This World
07. Forcing Hands
08. Goodbye Letters
09. Never Ending Hole
10. Widowmaker
11. Never Cared Before
12. F__K’D
13. Know Myself


Sito Web: http://www.nonpoint.com/

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login