Elvenking – Recensione: The Pagan Manifesto

“The Pagan Manifesto” è un assoluto masterpiece per i fan del power folk metal. Gli Elvenking, all’ottavo lavoro in carriera, si dimostrano ormai una band di punta del genere, costantemente ispirata ed ad un livello di maturità compositiva, che fa impallidire tanti gruppi del panorama internazionale. I sei friulani, con il precedente “Era”, avevano trovato il perfetto equilibrio tra ritmiche elettrizzanti, travolgenti melodie power ed intermezzi acustici dal sapore bucolico, convergendo in un unico album le esperienze del passato. “The Pagan Manifesto” rappresenta il perfetto prosieguo di questo cammino artistico, iniziato nel lontano 2001 con il mitico “Heatenreel”.

Gli Elvenking possiedono classe e fantasia innate. Lo si comprende dall’opener “King Of The Elves”, dodici minuti abbondanti di metal a tutto tondo, in cui le emozioni entrano dai nostri padiglioni auricolari, passano attraverso la testa e raggiungono il cuore. Il brano, tra i più grandiosi scritti da i nostri in tutti questi anni, è vicino ai Blind Guardian più articolati e magniloquenti, epico, splendidamente arrangiato e trascinante nelle melodie vocali dell’ospite Amanda Somerville. Ed altrettanto trascinanti risultano il singolone “Elvenlegions” (da cui è stato tratto un video), sentito tributo ai fans della band, o la rhapsodiana “The Druid Ritual Of Oak”, cavalcata orchestrale, dotata di un ritornello che spacca. “The Pagan Manifesto” è un album ritmicamente molto vario e strutturato in modo complesso, perché gli Elvenking dimostrano di essere maestri nel mescolare generi come il thrash ed il power (“Witches Gather”) e momenti acustici con aperture sognanti (“Towards The Shores”). A fare da collante a questo tripudio di energia e varietà strumentale ci pensano il menestrello Damna, cantastorie calato perfettamente nel contesto, e Lethien, abile a marchiare a  fuoco le song con il suo irresistibile violino.

“The Pagan Manifesto” è l’album della definitiva consacrazione, forse il migliore nella discografia degli Elvenking. Le sperimentazioni rock di “The Silent Tide”, che avevano fatto storcere il naso ad una parte dei fan, sono state messe da parte in favore di song dal sicuro impatto, che sono destinate a lasciare il segno dal vivo.

Elvenking: un nome, una garanzia.

Voto recensore
8,5
Etichetta: AFM Records / Audioglobe

Anno: 2014

Tracklist:

01. The Manifesto (intro)

02. King Of The Elves

03. Elvenlegions

04. The Druid Ritual Of Oak

05. Moonbeam Stone Circle

06. The Solitaire

07. Towards The Shores

08. Pagan Revolution

09. Grandier's Funeral Pyre

10. Twilight Of Magic

11. Black Roses For The Wicked One

12. Witches Gather


Sito Web: http://www.elvenking.net/

6 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. andpec

    Ottimo album ma da risentire! Siamo sul 7,5 dopo pochi ascolti…non capisco come qualche utente abbassi il voto fino al 2…qualche malato mentale…

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  2. Luca Donella

    Troppo power, canzoni noiose, niente di originale. Potevano continuare sulla linea di Era, un ottimo connubio tra hard rock e power. Peccato.

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  3. Marco

    Se questo è folk metal io sono Robert Plant

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  4. blindgamma

    Allora Robert Plant comprati la AFM, visto che è la stessa etichetta della band a sponsorizzare l’album ovunque come Power Folk Metal, così puoi presentare il cd come un altro genere…
    Disco Straordinario. alla faccia dei rosiconi votano apposta zero..

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  5. maroz

    Adoro gli Elvenking e sinceramente non riesco a capire come si possa dire che ERA sia meglio di questo capolavoro

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  6. Jonathan Osterman

    concordo completamente con la recensione. chi dice ce questo non sia folk metal è da TSO a vita e lo dico come amante del genere dai tempi dei Skyclad arrivando a Finntroll, In Extremo e così via!

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