Chevelle – Recensione: “The North Corridor”

Colpisce nel segno il nuovo disco dei Chevelle. “The North Corridor” è una vera e propria mazzata metal, un colpo deciso e preciso del quartetto americano.  Partenza subito convincente con “Door To Door Cannibals” (che gioca tra influenze Manson e Korn) ed “Enemies”, che picchiano come indemoniate riportando alla luce il significato di “Nu Metal”: chitarre ribassate, riff secchi e taglienti e aggressività pronunciata.

Molto convincente “Joyride (omen)”, canzone dal forte impatto live che con molta si presterà per i momenti più intensi della band di Grayslake, Illinois. Zoppica un po’ invece “Rivers”, che dovrebbe alzare ancora più in alto l’asticella della tensione, ma che non riesce a convincere per la costruzione piuttosto piatta della canzone.

In un certo qual senso “apocalittica” la cupa “Last Days” che con il incedere caracollante esplode poi in un ritornello urlato fino al dolore. Molto positiva anche “Punchline”, con il suo groove sintetico (che fa tanto Trent Reznor) è probabilmente la canzone più “strana” e concreta dell’album e sembra aprire una nuova strada nell’universo Chevelle. Evocativa e spettrale.

Appropriata la produzione Joe Barresi (Kyuss, Melvins, Tool, Queens Of The Stone Age), fredda e concreta. Un bel passo avanti rispetto al pur valido predecessore “La Gargola”, che mostra una band nel pieno della maturità creativa. Limiti del disco? Un prodotto tipicamente “made in Usa”, che difficilmente troverà mercato fuori dai confini statunitensi. Voi passate oltra la “questione geografica”, date una chance a “The North Corridor”.

chevelle - the north corridor

 

Voto recensore
7
Etichetta: Sony Music

Anno: 2016

Tracklist: 01. Door To Door Cannibals 02. Enemies 03. Joyride (Omen) 04. Rivers 05. Last Days 06. Young Wicked 07. Warhol’s Showbiz 08. Punchline 09. Got Burned 10. Shot From A Cannon
Sito Web: http://getmorechevelle.com/

Saverio Spadavecchia

view all posts

Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login