Aborted – Recensione: The Necrotic Manifesto

Nuova uscita targata Aborted, ma senza grossi scossoni rispetto al precedente lavoro; “Global Flatline” (leggi qui la recensione) aveva riavvicinato lo stile della band ai lavori della prima parte della carriera e, come ben evidenziato dalla scelta di un artwork in perfetto stile gore, anche questo “The Necrotic Manifesto” prosegue per quella direzione.

Nonostante la presenza di due nuovi chitarristi il suono della band sostanzialmente non cambia, a dimostrazione, se mai ce ne fosse voluto bisogno, che a comandare in tutto e per tutto è il cantante e mainman Sven De Caluwé. Non crediamo quindi che sia un caso la conferma di come Jacob Hansen come ingegnere del suono e dietro al mixer: in tutta evidenza lo scopo è esattamente quello di riprodurre il risultato ottenuto con “Global Flatline” e se possibile portare l’insieme una spanna sopra quegli standard.

Bersaglio che a nostro parere gli Aborted riescono a centrare in pieno, visto che nella sequenza qui riprodotta tutto appare al top. Le canzoni sono simili nello stile, ma meglio articolate e più particolareggiate e anche i dettagli, come la qualità degli assoli o l’impasto tra chitarre e base ritmica, raggiungono una perfezione che rende l’insieme formalmente inattaccabile.

Come da copione la band non fa nulla per minimizzare le proprie influenze e lo spettro dei vari Carcass, Cannibal Corpse, etc aleggia con una certa costanza sulla formulazione delle singole canzoni. D’altronde nel genere appare davvero impossibile essere più di tanto originali e la varietà messa in mostra con da una parte brani veloci e affilati come la title track (quasi al limite del grind) e dall’altra il groove brutale di “Purity Of Perversion”, più gli accenni melodici di “Coffin Upon Coffin”, fanno degli Aborted odierni una formazione da inserire tra quelle che meglio hanno saputo riciclare i cliché di sempre.

Se qualcuno ha già dimestichezza con la carriera e lo stile della band, saprà esattamente a cosa andrà incontro, per gli altri il consiglio è comunque di dare agli Aborted un ascolto. Non saranno forse dei fenomeni all’altezza dei padri fondatori, ma se dopo oltre quindici anni dalla loro fondazione siamo ancora qui a parlare di loro come di una top band del genere è perché le qualità ci sono eccome.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Century Media Records

Anno: 2014

Tracklist:

01. Six Feet Of Foreplay
02. The Extirpation Agenda
03. Necrotic Manifesto
04. An Enumeration Of Cadavers
05. Your Entitlement Means Nothing
06. The Davidian Deceit
07. Coffin Upon Coffin
08. Chronicles Of Detruncation
09. Sade & Libertine Lunacy
10. Die Verzweiflung
11. Excremental Veracity
12. Purity Of Perversion
13. Of Dead Skin & Decay
14. Cenobites


Sito Web: http://www.goremageddon.be/

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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