Styx – Recensione: The Grand Illusion

Grandeur, epicità, melodia, elementi sinfonici: questo è il pomp rock. E se si pensa al pomp rock, uno dei primi nomi che salta alla mente è sicuramente quello degli Styx, con particolare riferimento all’accoppiata di album “The Grand Illusion”/”Pieces Of Eight”.

Ecco, se volete farvi un’idea di quel che significa, nel bene e nel male, questo genere musicale, bastano le prime trionfali note di tastiera di “The Grand Illusion” e il cantare melodrammatico di Dennis Deyoung a capire se la cosa vi piace o vi risulta terribilmente kitsch.

Eppure il pomp rock è molto di più. L’intrecciarsi di linee vocali armoniche, ad esempio, o i riff efficaci di James Young, tanto per citare un paio di elementi che rendono così unico questo genere.

Il ruolo fondamentale nella definizione dello Styx-sound è, però, da ricercarsi nell’arrivo di Tommy Shaw, cantante/chitarrista di straordinario talento, che ci guida nel mondo da fiaba di “Fooling Yourself (The Angry Young Man)” e che, con il suo apporto, aveva contribuito in maniera determinante a trasformare, un paio d’anni prima, la natura della band da progressive a pomp rock, appunto. Un sound più diretto e sfacciato, meno sottile, prendere o lasciare. Rispetto ai connazionali Kansas gli Styx accentuano maggiormente il distacco dalla matrice europea cui i Kansas rimarranno – nonostante il nome! – più vicini.

“The Grand Illusion” è un susseguirsi di hit, potenziali ed effettive, che oggi può imbarazzare, a tratti (ascoltatevi il chorus di “Superstars”), per la sua ingenuità, ma che ha contribuito a definire un genere popolare negli States e di culto in Europa. La ballad “Come Sail Away” è stata ripresa in maniera esilarante da Eric Cartman di South Park, ma non è meno importante né meno nota di “Dust In The Wind”, specie nella sognante parte finale, dove corre a briglia sciolte la fantasia di Deyoung. “Miss America”, interpretata da James Young, mostra il lato più rock della band, con un riffing incessante, ripetitivo ed efficace, ed è tuttora cavallo di battaglia dal vivo, dove gli Styx rifulgono in tutta la loro perizia ed ecletticità, regalando show coinvolgenti come pochi. “Man In The Wilderness” rappresenta una sorta di understatement, non per questo meno efficace del resto del lotto. “Castle Walls” suggella l’album su toni inaspettatamente melodrammatici, prima che la chiusura del cerchio si completi con la ripresa del tema di “Grand Illusion”.

Voto recensore
n.d.
Etichetta: A & M

Anno: 1977

Tracklist:

01. The Grand Illusion
02. Fooling Yourself (The Angry Young Man)
03. Superstars
04. Come Sail Away
05. Miss America
06. Man in the Wilderness
07. Castle Walls
08. The Grand Finale


Sito Web: https://www.styxworld.com/

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