Disquiet – Recensione: The Condemnation

Correva l’anno 2008 quando un gruppo di ragazzi olandesi pubblicò il suo primo promo, “Hate Incarnate”, un EP di tre brani accolto con un discreto successo dalla critica; successo che spronò la band ad andare avanti e sfornare, nel 2012, il primo full length “Scars Of Undying Grief” che avrebbe aperto loro le porte per partecipare al Wacken Oper Air (2012) e a condividere palchi con band del calibro di Arch Enemy e Annihilator (2014).

 Chi sono i Disquiet? Una band che si definisce thrash metal ma che lo è solo in parte; troviamo infatti, nel loro sound, un piacevole mix di thrash old school, melodic death e metalcore moderno dall’ottima resa.

Parte quindi questo secondo album della band con “Ascending” e la titletrack “The Condemnation”, brani in cui si capisce che i generi sopra indicati sono il pane quotidiano e che, i Disquiet, non hanno nulla da invidiare ad altre band più affermate nel settore;  “Haul Down The Tree Of Life” si prende prepotentemente il premio come traccia più completa dell’album tra cambi di tempo, frenesia, melodia ed emotività generale.
Nel complesso la media del disco è elevata grazie a ritmiche frenetiche, virtuosismi ben piazzati ed una chimica impressionante considerando i generi variegati che propongono ed il fatto che non trovano alcuna difficoltà nel miscelarli nel migliore dei modi.

Un’encomiabile produzione è la ciliegina sulla torta, tutto suona come deve suonare; a fine disco ciò che rimane è una gran soddisfazione e la voglia di averne ancora!
Contando quanto questa band sia giovane, ci aspettiamo di sentir ancora molto parlare di loro.

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Voto recensore
7
Etichetta: Soulseller Records

Anno: 2016

Tracklist: 1.Ascending 2.The Condemnation 3.Fist of Persistence 4.Born to Dissent 5.The Great Divide 6.Haul Down the Tree of Life 7.Las’Pasi 8.From Essence Deprived 9.IDK 10.Bred to Fail
Sito Web: http://www.disquiet.nl/

Luca Balloriani

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Old School metaller, amante della birra, della birra e della b… della musica! Nato con il thrash ed evoluto (o regredito) al technical death e black; a rigor di logica, da anziano, mi ritroverò ad ascoltare il motopicco in cantiere. La mia vita si districa tra musica, informatica e fotografia/video editing a tempo perso.

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