Manilla Road – Recensione: The Blessed Curse

Dopo il convincente “Mysterium” del 2013 i maestri dell’epic metal Manilla Road tornano all’attacco addiritura con un doppio CD. Il primo CD, “The Blessed Curse” (che diventa anche il titolo della release), è il classico album degli statunitensi, che questa volta accentuano il lato malinconico in tante canzoni, a partire dalla track-list per continuare con la meravigliosa ballad “Tomes Of Clay” in cui possiamo ascoltare anche una chitarra dal sapore vagamente orientale.

Non mancano comunque i brani più tosti e potenti come nel caso di “The Blessed Curse”, “Truth In The Ash” o “Reign Of Dreams” (brano piatto e poco avvincente), oppure quelli più corrosivi e “sporchi” quali “The Dead Still Speak” e “Kings Of Invention”, tracce veloci in cui dominano il basso di Josh Castillo ed il batterista Andreas Neuderth.

Un’altra caratteristica che colpisce in questa nuova release è il numero davvero alto di ballad presenti, quasi tutte terreno di conquista della chitarra acustica di Mark Shelton, che al contempo riesce a risultare ancora convincente al microfono… sia nella già citata “Tomes Of Clay” che in “Falling” (ottimi i cori ed anche la parte solista di chitarra) ed anche nella conclusiva “The Muses Kiss” (la meno riuscita).

Dal punto di vista dei testi “The Blessed Curse” si attiene alla tradizione del gruppo e si propone come un excursus storico-avventuroso dell’antica civiltà sumera, concentrandosi sulle eroiche imprese del re Gilgamesh.

Il secondo CD, intitolato “After The Muse”, si presenta come una raccolta di lenti acustici che hanno poco a che fare con il metal e accostano i Manilla Road alla tradizione di band quali Eagles o Crosby Still e Nash… o almeno a una loro variante più ruspante.

Purtroppo però brani come le lunghe e prolisse “After The Muse” o “In Search Of The Lost Chord” non convincono. Più riuscite sono invece “Life Goes On” (che rappresenta quasi la seconda parte di “Ater The Muse”) e “Reach” grazie alle sognanti melodie create dalla chitarra acustica di Shelton.

Una storia a parte invece è legata a “All Hallows Eve”, brano originalmente composto nel 1981. La canzone è stata ritrovata mutila degli ultimi minuti in un nastro registrato in sala prove e il gruppo ha deciso di riproporla in questo CD come era originalmente (con tanto di troncatura…) sia in una versione ri-registrata del 2014 con il batterista originale Rick Fisher. Il risultato è curioso soprattutto per i fan della band perché il pezzo di per sé non è meraviglioso.

Tutto sommato “The Blessed Curse” non è affatto male, nonostante la registrazione ancora claudicante (ma migliore anni luce rispetto a quella di obbrobri come “Playground Of The Damned”), soprattutto se si considerano i tanti brani riusciti. Peccato che al contempo questa volta Shelton abbia deciso di includere alcuni pezzi che stazionano fra l’inconcludente ed il noioso e che tarpano abbastanza le ali della release.

Voto recensore
7
Etichetta: Golden Core Records

Anno: 2015

Tracklist:

The Blessed Curse CD

01. The Blessed Curse

02. Truth In The Ash

03. Tomes Of Clay

04. The Dead Still Speak

05. Falling

06. Kings Of Invention

07. Reign Of Dreams

08. Luxifera's Light

09. Sword Of Hate

10. The Muses Kiss

After The Muse CD

01. After The Muse

02. Life Goes On

03. All Hallows Eve 1981 (Rehearsal)

04. In Search Of The Lost Chord

05. Reach

06. All Hallows Eve 2014


Sito Web: http://www.manillaroad.net/

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login