Posthum – Recensione: The Black Northern Ritual

Peccato. Dopo un album convincente come “Lights Out” (la recensione), i norvegesi Posthum sembrano essersi seduti sugli allori e il terzo full-length “The Black Northern Ritual” non ripete quanto di buono il nostro portale aveva individuato ai tempi.

Smesso quel rumorismo metalcore che si univa alla solida matrice black metal garantendo groove ed efficacia ai brani, oggi i nordeuropei prediligono un sentiero tranquillo, ovvero un extreme metal vicino alla tradizione della propria terra ma con un forte taglio melodico, da vedersi non tanto in contaminazioni sinfoniche (del tutto assenti) quanto al ricorso a mid-tempos dai tratti epici in cui le chitarre si prodigano in passaggi d’effetto che fanno leva sull’impatto emozionale.

E questo riscontro è garantito, ma è altrettanto vero che i pochi difetti che avevano contraddistinto “Lights Out”, non solo non sono scomparsi, ma paiono addirittura accentuati. Ad esempio la struttura dei brani è piuttosto ripetitiva e non consente una grande versatilità agli strumenti, per di più la voce di Jon risulta ancora abbastanza monocorde.

Ciò detto, riconosciamo come “The Black Northern Ritual” presenti alcuni episodi comunque convincenti come l’arrembante “Condemned”, la stessa titletrack, l’atmosferica “Vinter”, molto più lenta e ragionata o la conclusiva “North”, che nella sua ripetitività quasi ipnotica riesce a solleticare il palato grazie alla natura fortemente emotiva.

I Posthum sono senza dubbio preparati e possono fare di più, spiace che non abbiano mantenuto la promessa di “Lights Out”. “The Black Northern Ritual” è ben realizzato ma va poco oltre il compito svolto con cura dal bravo mestierante.

Voto recensore
6
Etichetta: Indie Recordings

Anno: 2014

Tracklist:

01.  Demon Black Skies
02.  Condemned
03.  To The Pits
04.  The Black Northern Ritual
05.  Vinter
06.  A Disappearing Sun
07.  North


Sito Web: https://www.facebook.com/posthumofficial

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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