Ingested – Recensione: The Architect Of Extinction

Probabilmente gli Ingested non vinceranno mai un Grammy Award come band più originale dell’anno, ma se si tratta di picchiare duro fanno la loro indubbia figura. “The Architect Of Extinction”, terzo full-length per la band inglese, è di nuovo un bel mattone di brutal death, suonato come si deve e caratterizzato dal consueto tiro. Un disco realizzato apposta per fare headbanging e scatenare infernali bolge in sede live.

“The Divine Right Of Kings” e “Narcissistic Apathy” aprono le ostilità nella migliore tradizione del death più estremo: mitragliate chitarristiche, folli accelerazioni di batteria alternate a brevi rallentamenti e un growl che più cavernoso non si può. Le mazzate proseguono sugli stessi livelli per le tre tracce successive, con la più pacata (si fa per dire!) “The Heirs To Mankind’s Atrocities” sugli scudi. Il primo vero momento di pausa arriva con la sorprendente ed emozionante instrumental “Penance”, cui fa seguito un nuovo trittico di pura brutalità capitanato dalla violentissima “A Nightmare Incarnate”. Si termina con un altro pezzo fuori dagli standard, la lunga “Rotted Eden”, aperta, intermezzata e chiusa da convincenti segmenti acustici di chitarra.

“The Architect Of Extinction” è saldamente un album di genere, che farà la felicità di tutti gli appassionati di metallo grezzo e brutale. Gli Ingested si divertono a suonare questo, e lo fanno con passione e perizia: perché dunque forzarli a fare altro o a intraprendere chissà quali vie sperimentali? Ai fan di band come Cannibal Corpse, Dying Fetus e Aborted piaceranno di sicuro così come sono!

Voto recensore
7
Etichetta: Century Media Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. The Divine Right Of Kings
02. Narcissistic Apathy
03. Endless Despondency
04. The Heirs To Mankind’s Atrocities
05. I, Despoiler
06. Penance
07. A Nightmare Incarnate
08. Extinction Event
09. Amongst Vermin
10. Rotted Eden


Sito Web: https://www.facebook.com/ingesteduk?fref=ts

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login