Aleph – Recensione: “Thanatos”

Ammetto la mia ignoranza. Confesso di non aver mai sentito una singola nota degli Aleph prima di oggi. Confesso di non aver mai sentito parlare di questa band italiana attiva da più di vent’anni. Ammetto però di essermene innamorato dopo il primo ascolto di “Thanatos”. Un disco di grande impatto, convincente e di grande qualità in bilico tra death metal, qualche spruzzata black e molta dark & horror music.

La band lombarda riesce a convincere sin dalle prime note: “Snakesong” è infatti una scelta più che azzeccata, merito di quel piglio alla Dimmu Borgir “Enthrone Darkness Triumphant” – era e dalle sorprendenti armonie in stile Arcturus. Molto positiva anche “A Game Of Chess”, dalla struttura complessa, che riesce a mantenere viva la tensione dell’ascoltatore tra un cambio di umore e l’altro. Degna di una colonna sonora horror (Dario Argento o Lucio Fulci, scegliete voi) la strumentale “The Severed Skull”, che con quelle tastiere appena accennate riesce a creare un profondo senso di tensione nell’ascoltatore, così come la “gemella” “Sea Of Darkness” che però aggiunge anche una buona dose di cattiveria.

Arriviamo poi all’autentica perla dell’album: la title track. Un tour de force di quasi 10 minuti: accelerazioni, pause e cambi di umore continui per una perfetta horror-song. Appena inferiore (per così dire) “A Renegade’s Path”, che gioca tra buio e luce con un crescendo finale drammatico.

Un disco che convince e che sicuramente piacerà a chi già conosce la band tricolore, ma soprattutto un disco che avvicinerà molti (e tra i molti anche chi scrive) all’arte degli Aleph. Bene, bravi, bis.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Buil2Kill

Anno: 2016

Tracklist: 1. The Snakesong 2. The Old Master 3. A Game Of Chess 4. The Severed Skull 5. Fire Demon 6. Nightmare Crescendo 7. Sea Of Darkness 8. ...The Silence... 9. Thanatos 10. Winterlude 11. Smoke and Steel / Multitudes 12. Still Inside 13. A Renegade's Path 14. Remains/Remained
Sito Web: http://www.alephmetal.org

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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