Animus Mortis – Recensione: Testimonia

“Testimonia” è la seconda prova sulla lunga distanza dei cileni Animus Mortis, band attiva da una decina d’anni e dedita a una forma di black metal nelle sue vesti depressive, vicine a tematiche liriche quali la misantropia, la desolazione e i dolori esistenziali che annichiliscono la figura umana. Forti di una line-up rinnovata per tre quarti (dal nucleo originario resta solo il chitarrista Nicholas Onfray, attualmente anche vocalist del gruppo), i sudamericani presentano attraverso il nuovo album un sound che bilancia la cruda aggressività del black metal a momenti più ricercati dove il tormento interiore è espresso dallo screaming enfatico del master mind e passaggi velatamente più melodici, ottenuti con rallentamenti o brevi contaminazioni d’atmosfera.

All’ascolto di “Testimonia” notiamo come la velocità di esecuzione sia comunque preponderante rispetto alle parentesi di maggior respiro, che spesso intervengono attorno alla metà del pezzo per spezzare l’ascolto e dare più varietà ai brani. Un modus operandi che riesce in buona parte, ma vi sono ancora alcuni nervi scoperti che l’ensemble dovrebbe aggiustare. La sezione ritmica ad esempio appare davvero monotona, sono rare le diversioni e spesso si ha come l’impressione di essere investiti da un treno in corsa senza una meta precisa. Nonostante questa linearità ritmica, voluta o non voluta che sia, le tracce hanno comunque dalla loro una drammaticità di fondo che le rendono affascinanti, come guidate da un alone astratto e sepolcrale. La voce è espressiva e convincente, il male di vivere è manifestato con sentita convinzione, in particolare in discreti esempi di genere come “Manuscripts (Emanation & Ascent)”, la titletrack e l’inquietante “Vibrations From The Immaterial”, che nei suoi cupi riverberi chiama in causa il paragone importante e meritato con gli americani Xasthur.

Di certo il platter non brilla per innovazione o per un songwriting molto al di sopra della media, ma l’impegno della band è tangibile, altrettanto l’assoluta onestà con cui viene portato avanti il progetto. L’ascolto è consigliabile dunque ai fruitori del panorama underground e del lato più funereo e nascosto del black metal, qui senza dubbio esaltato da una produzione ruvida e dall’attitudine del combo.

Voto recensore
6,5
Etichetta: ATMF

Anno: 2014

Tracklist:

01.  REM Manifesto
02.  Seven Decrees
03.  Manuscripts (Emanation & Ascent)
04.  Hyperbole Of Senses
05.  Testimonia
06.  LVX
07.  Vibrations From The Immaterial


Sito Web: https://www.facebook.com/animusmortisofficial

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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