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Soen – Recensione: Tellurian

“Cognitive” (la recensione), l’esordio degli svedesi Soen era stato uno degli album più irritanti degli ultimi anni per quanto plagiava al 100% il sound dei Tool; non era bastato il richiamo mediatico del ritorno sulle scene dell’ex batterista degli Opeth Martin Lopez per elevare il giudizio di quell’album.

Le percussioni tribali del singolo “Tabula Rasa” ci riportano purtroppo alle stesse sonorità con l’accento posto maggiormente sull’alternative più generalizzato ma comunque permeato da “zero” personalità; abbiamo notato qualche punto di contatto con gli australiani The Butterfly Effect ma solo in piccoli sfuggevoli passaggi che non elevano minimamente “Tellurian” da una paludosa mediocrità.

“Kuraman”, tramite il lavoro di basso (non è più presente il mitico Steve DiGiorgio) accenna qualche puntatina in territorio djent anche se il pezzo danza intorno a momenti più soft; “The Words” ricorda proprio gli Opeth e gli Anathema a livello vocale ma purtroppo a parte una porzione esecutiva davvero buona non riusciamo veramente a capire perché tanta sfrontatezza nel copiare a livello di songwriting altre band.

Ed infatti eccoci in occasione di “Ennui” al limite del plagio degli Opeth mentre addirittura “The Other’s Fall” è incredibile da quanto sia sfacciatamente Tool anche nei suoni di chitarra presi pari pari da Adam Jones.

Inutile spendere ulteriori parole per quella che risulta un’occasione di riscatto mancata.

Voto recensore
5,5
Etichetta: Spinefarm

Anno: 2014

Tracklist:

01. Komenco

02. Tabula Rasa

03. Kuraman

04. The Words

05. Pluton

06. Koniskas

07. Ennui

08. Void

 

09. The Other’s Fall


Sito Web: https://www.facebook.com/SoenMusic

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