Methedras – Recensione: System Subversion

Con colpevole ritardo (ci scusiamo principalmente con la band) andiamo a parlare del ritorno discografico di un gruppo storicamente di grande importanza all’interno della scena heavy italiana, vale a dire i Methedras ed il loro quarto full length a titolo “System Subversion”.

Per una volta la biografia che accompagna l’uscita di un album non lancia inutili proclami, dato che i lombardi sono davvero la “quintessenza del thrash-death più diretto” anche se aggiungeremmo che musicalmente e a livello di produzione ci sono tangibili punti di contatto con l’operato di Nevermore e Fear Factory; dal punto di vista vocale invece l’approccio di Claudio Facheris è decisamente più thrashcore
 andando quindi a formare un sound compatto ma pregno di sfaccettature.

I Methedras giocano sulle variazioni ritmiche (“You Got It”) per un lavoro intransigente dal punto di vista vocale ma musicalmente vario e che segna un ulteriore passo in avanti rispetto al più che buono “Katarsis” (la recensione). Bella la performance alla chitarra del convincente Eros Mozzi in “Dead Memories” 
mentre non manca anche qualche contatto coi Testament del periodo “Low”, “The Gathering” (“Fallout”) come già sottolineato in passato.

Solito ottimo lavoro di Simone Mularoni ed il suo Domination Studio in sede di produzione che è riuscito a sottolineare le caratteristiche migliori del sound della band di Monza fino a creare quello che molto probabilmente è il loro apice discografico.

Voto recensore
7
Etichetta: Self Produced / Pavement

Anno: 2014

Tracklist:

01. Subversion

02. You Got It

03. Death-O-Cracy

04. Dead Memories

05. Fallout

06. Thrown Away

07. Shit Happens…

08. Brawl

09. Blood, Oil & Vengeance

10. Distorted Emotions


Sito Web: http://www.methedras.com

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