Johnny Winter – Recensione: Step Back

Chissà, se le cose fossero andate diversamente, se ci saremmo ritrovati ad attendere l’ultimo album della carriera di Johnny Winter (escludendo i tributi e i capolavori riscoperti postumi che inevitabilmente arriveranno) con così tante aspettative. Probabilmente sì, comunque, prima di tutto perché “Step Back”, oltre ad essere pieno di ospiti di grandissimo rilievo, è la fotografia di un artista, ironia della sorte, nel pieno delle sue forze. Creatività, capacità di esecuzione e uso della voce vengono restituite all’ascoltatore in modo immutato in tutti i brani dell’album, e se l’albino più famoso del Texas negli ultimi anni risentiva fisicamente di una vita piena di eccessi e di manager succhiasangue (a questo proposito consigliamo la lettura dell’esauriente biografia uscita alcuni anni fa), questo album lo immortala ancora una volta ai suoi massimi livelli.

Il contributo degli ospiti, presenti in quasi tutti i brani, è determinante non tanto per sopperire là dove Johnny Winter non arriva più, ma per dare connotazioni diverse ai singoli pezzi. “Sweet Sixteen”, grazie a Joe Bonamassa, diventa un dialogo malinconico fra chitarre e voce, “Don’t Want No Woman”, per la presenza di Eric Clapton, è un blues di gran classe, nobile e signorile, mentre “Mojo Hand”, dove è Joe Perry a duettare con il suo maestro e ispiratore, contiene una delle parti strumentali migliori del full length. “Unchain My Heart” invece, di cui chi ha vissuto gli anni ’80 si ricorderà una celebre versione di Joe Cocker, accompagnata da un complesso di fiati, diventa un concentrato esplosivo di vitalità, così come l’ironica “Death Letter”, incantevole nel suo spirito grezzo, e la  scatenata “Long Tall Sally”, anche se sembra assurdo associare questo aggettivo a un brano interpretato da Johnny Winter (che nei live faceva fatica a stare in piedi) e da Leslie West (che in piedi proprio non ci può stare). Insomma, “Step Back”, al di là di tutte le retoriche e le dietrologie che spesso accompagnano le morti celebri, è un inno alla vita, e con tutti i rimpianti e i groppi alla gola che si formano per forza di cose ascoltandolo, è difficile immaginarsi un modo più degno con cui Johnny Winter si poteva congedare da questo mondo.

Voto recensore
8
Etichetta: Megaforce Records

Anno: 2014

Tracklist:

01. Unchain My Heart
02. Can’t Hold Out (Talk To Me Baby) – featuring Ben Harper
03. Don’t Want No Woman – featuring Eric Clapton
04. Killing Floor – featuring Paul Nelson
05. Who Do You Love
06. Okie Dokie Stomp – featuring Brian Setzer
07. Where Can You Be – featuring Billy Gibbons
08. Sweet Sixteen – featuring Joe Bonamassa
09. Death Letter
10. My Babe – featuring Jason Ricci
11. Long Tall Sally – featuring Leslie West
12. Mojo Hand – featuring Joe Perry
13. Blue Monday – featuring Dr John


Sito Web: https://www.facebook.com/pages/Johnny-Winter/58833032349?fref=ts

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