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Ace Frehley – Recensione: Space Invader

Un’oretta di rock ‘n roll scanzonato e quasi sempre allegrotto. Ecco cosa ci/vi aspetta se si decide di ascolta “Space Invader”, ultima fatica discografica di Ace Frehley, lo “Space Ace” che è stato chitarrista virtuoso e solista per tutta la prima decade di vita dei Kiss.

Cinque anni dopo “Anomaly”, dunque, Frehley regala ai suoi fans un platter più duro del suo predecessore, ma, comunque, basato tutto su di un riffing incessante e di chiaro stampo hard rock. Per intenderci, echi dei Kiss si possono distinguere chiaramente sia nelle canzoni più aggressive (“Toys”, ad esempio) che negli episodi più leggeri, come la divertente ed orecchiabilissima “I Wanna Hold You”.

Registrato nel mezzo del nulla in uno studio di amici a Turlock, California, “Space Invader” non porta, nelle nostre orecchie, davvero nulla di troppo nuovo, però, per contro, in queste tracce, il chitarrista fa sentire una genuinità e una passione abbastanza fuori dall’ordinario. Si sente che ci credeva davvero e che ci si è dedicato anima e corpo. D’altronde lui stesso ha ammesso di aver scelto di realizzare questo disco proprio in questo particolare luogo, che non offriva alcuna distrazione possibile ad assecondare il deficit dell’attenzione di cui soffre.

Partendo da questi buoni presupposti, quindi, si è arrivati al risultato, questo “Space Invader”, che si propone come un album di hard rock classico, sì, ma anche che è molto vario al suo interno. Infatti c’è, al suo interno, il giusto compromesso tra pezzi veloci, mid tempo pesanti e ballad o presunte tali.

Spunta anche una canzone totalmente strumentale, la conclusiva e cangiante “Starship”, oltre che una rivisitazione di “The Joker” dell’immortale Steve Miller, che vanno ad accamparsi tra gli episodi degni di nota del disco. Altri brani che rientrano in questa definizione sono l’opener ed eponima “Space Invader”, la sopracitata “I Wanna Hold You”, la tosta “Into The Vortex” e la davvero ispirata “Past The Milky Way”, che, pur avendo un incedere a metà tra “Wanted Dead Or Alive” (di Bon Jovi) e “Can’t Find My Way Home” (Clapton), risulta davvero godibile, grazie ad un assolo finale parecchio ispirato e, forse, anche a causa delle atmosfere bluesy, dove Frehley sembra essere davvero a suo agio.

Un album, in definitiva, riuscito ed un ascolto parecchio piacevole. Consigliato senza dubbio a tutti i fan di Space Ace, ma anche agli ascoltatori del rock tosto di matrice settantiana.

Voto recensore
7
Etichetta: eOne Music

Anno: 2014

Tracklist:

01. Space Invader
02. Gimme A Feelin'
03. I Wanna Hold You
04. Change
05. Toys
06. Immortal Pleasures
07. Inside The Vortex
08. What Every Girl Wants
09. Past The Milky Way
10. Reckless
11. The Joker
12. Starship


Sito Web: www.acefrehley.com/

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