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Sergio Nardelli – Recensione: Skanners – Eins Zwei Drei Metal Party

Un titolo come questo ci proietta direttamente a bordo palco, a inizio concerto, con l’adrenalina a palla, le luci puntate e i volumi al massimo. Una situazione che gli altoatesini Skanners conoscono bene, dato che il libro a loro dedicato e di recente pubblicazione intende raccontare e celebrare gli oltre trent’anni di carriera di questa formazione. Oltre ad essere una delle band heavy metal più note sul territorio nazionale, infatti, gli Skanners hanno la caratteristica di non essersi mai sciolti, nonostante i numerosi cambi di formazione, che comunque non hanno impedito a Claudio Pisoni e Fabio Tenca di rimanere nella band in ogni sua forma fin dall’inizio. Non sono bastati quindi il famoso avvento del grunge negli anni ’90 o la perdita di interesse da parte dei loro compagni di avventure per spezzare queste personalità, dure come le rocce delle Dolomiti; tutto questo è raccontato attraverso una ricostruzione meticolosa e appassionata, in capitoli brevi che seguono di anno in anno i fatti salienti della carriera degli Skanners. Si parla di tutto: dagli esordi nelle sale prove della parrocchia (da cui vengono poi espulsi perché accusati di avere un eccessivo giro di ragazze…), nei periodi in cui la musica viene vista come un’ancora di salvezza da situazioni di disagio (siamo negli anni ’80 e in molte città l’eroina è una piaga che non si toglie), fino ad arrivare alle date importanti, quelle di supporto a band come Deep Purple, negli anni ’90, o all’esibizione al Wacken Open Air del 2010, senza trascurare gli episodi goliardici e quelli più sfortunati, in particolare un’accusa di “pay to play” a fine anni ’80, che giocò a loro sfavore e causò un ostracismo, almeno parziale, nei loro confronti.

Il libro, oltre alla consueta e completa documentazione fotografica, contiene un allegato, un DVD con un documentario di circa un’ora e venti di durata, che alterna interviste attuali ai membri vecchi e nuovi degli Skanners (a proposito, lo sapevate che Davide Odorizzi, il batterista attuale degli Skanners, è figlio di uno dei loro primi e sempre fedeli fan?) a documenti video dell’epoca, fra cui i vari passaggi alla Rai regionale ed alcune esibizioni in terra tedesca. La parte finale del libro invece contiene le testimonianze da parte di altri protagonisti della scena heavy metal italiana, da Pino Scotto ai Crying Steel, da Bud Ancillotti a Mario “The Black” Di Donato, e una serie di opinioni da parte di alcuni giornalisti musicali italiani. “Eins zwei drei metal party” è un libro che si legge molto rapidamente e piacevolmente, scritto con uno stile che testimonia l’affetto e la partecipazione che gli addetti ai lavori hanno mantenuto rispetto a questa band, una delle poche ad avere varcato più volte il confine per suonare, e che anzi a volte sembra avere riscosso più consensi all’estero che nella madre patria. Questo è successo sicuramente, in parte, per il vantaggio offerto dalla posizione geografica, ma se alla base non fossero esistite le grandi qualità che gli Skanners dimostrano di avere ad ogni concerto, questo non sarebbe potuto succedere.

Il pensiero finale è dedicato a Sergio Nardelli, che è stato l’autore principale; questo libro, scritto con il suo stile sobrio, chiaro e preciso, è infatti la testimonianza postuma della sua dedizione alla band e all’heavy metal italiano in generale. Il pensiero della sua assenza strappa il cuore, e lo testimonia l’intensa prefazione scritta da Stefano Ricetti, l’altro autore, ma almeno abbiamo la certezza che, ancora una volta, Sergio sia riuscito a portare a termine un lavoro di gran pregio.

Voto recensore
8
Etichetta: Crac Edizioni

Anno: 2014


Sito Web: https://www.facebook.com/crac.edizioni

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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