Ted Nugent – Recensione: Shutup & Jam!

Reazionario e senza peli sulla lingua qual è, Ted Nugent è uno di quei personaggi in cui bisogna ricordarsi di distinguere fra l’uomo e il musicista. A molti sicuramente non piaceranno le sue lotte contro i diritti degli animali, la sua pagina Facebook invasa dalle foto di fieri cacciatori con ai piedi una preda morta, le sue parole durissime contro l’attuale governo degli Stati Uniti. le sue idee così estreme si riflettono anche nella musica, naturalmente, soprattutto nei testi di alcuni brani, e l’esplosivo nuovo album, “Shutup & Jam!”, che è un grido fin dal titolo, non fa eccezione. Ad esempio, in “Fear Itself” Ted Nugent proclama di non avere paura di niente tranne che della stessa paura, in “I Still Believe” dichiara a piena voce il proprio amore per il sogno americano, mentre “Trample The Weak Hurdle The Dead” dice in sostanza che va bene credere nella pace e nell’amore, se solo fosse possibile (il che ovviamente, dal suo punto di vista, non lo è). Tuttavia, non è per niente difficile andare oltre, grattare sotto la superficie e vedere i tanti punti a favore anche di questo album, che non fa altro che consolidare una carriera già ricchissima.

I suoni di chitarra, grossi e potenti fin dall’inizio, sono il motore portante di tutto l’album, con brani che spaziano dal rock classico al southern e al blues (un vero colpo di genio, a questo proposito, il pezzo “Never Stop Believing”, che nell’album appare in una versione rock molto dinamica e in una versione blues, lenta e drasticamente diversa). Importanti anche i contributi degli ospiti speciali, il più importante dei quali è Sammy Hagar, con il suo dialogo dissacrante fra Nugent e Hagar su una fidanzata che se n’è andata, ameno quadretto introduttivo di “She’s Gone”. Prendere alla leggera i messaggi che Nugent trasmette nei suoi pezzi, concentrarsi sulle parti di chitarra e sorridere di fronte a dichiarazioni che per noi possono sembrare estreme, è la strategia ideale per innamorarsi anche di questo lavoro del geniale chitarrista del Sud (se non per provenienza geografica, almeno per modo di pensare secondo gli stereotipi del caso). Il nonsense di “I Love My BBQ”, con i suoi versi profondissimi e intensi (“Io amo il mio BBQ/è quello che fanno gli americani/prenditi una sedia, c’è una birra per te”, si può tradurre) è l’aiuto migliore per farsi due risate, alzare il volume al massimo e godersi “Shutup&Jam!” fino all’ultima nota. E se proprio non ce la doveste fare con i messaggi parlati, nessun problema: c’è sempre l’ottimo pezzo strumentale “Throttledown”.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2014

Tracklist:

01. Shutup&Jam!
02. Fear Itself
03. Everything Matters
04. She’s Gone
05. Never Stop Believing
06. I Still Believe
07. I Love My Bbq
08. Throttledown
09. Do-Rags And A .45
10. Screaming Eagles
11. Semper Fi
12. Trample The Weak Hurdle The Dead
13. Never Stop Believing (Blues)


Sito Web: http://www.tednugent.com/

4 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Niccolò Carli

    Tutto ok, solo un appunto: Ted Nugent non è affatto del sud, ma del nord, visto che è di Detroit! 🙂

    Reply
    • Anna Minguzzi

      Ciao Niccolò, che piacere ritrovarti! 🙂 Sì, in realtà volevo dire che, indipendentemente dalla provenienza geografica, il modo di pensare del buon Ted è quello che, almeno secondo certi stereotipi, attribuiamo alla gente del Sud; meglio renderlo più chiaro. Alla prossima!

      Reply (in reply to Niccolò Carli)
  2. Giulio B

    Personalmente questo ShutUp&Jam non mi piace!

    Reply

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