Angra – Recensione: Secret Garden

“Secret Garden” segna ufficialmente l’inizio dell’era Lione in casa Angra. C’era grande attesa attorno al nuovo disco della band di San Paolo, dopo il battesimo del vocalist di Rhapsody e Vision Divine, in occasione del DVD live celebrativo per i vent’ anni di “Angels Cry”. Già in quell’occasione il carismatico Fabione nazionale  aveva dimostrato di poter interpretare le vecchie hit con disinvoltura e spiccata personalità, ma la prova del nove, si sapeva, sarebbe arrivata in occasione dei brani inediti. Ed ancora una volta gli Angra, dati per spacciati più volte negli anni, dopo l’abbandono di Matos prima e di Falaschi poi, hanno dimostrato di essere in grado di risorgere grazie ad una classe innata ed una capacità compositiva rara ed inimitabile.

Secret Garden” è l’album numero otto in carriera per la band carioca, cinque anni dopo il controverso “Aqua”, e, tanto per fugare subito ogni dubbio, si tratta di un lavoro dotato di grande spessore artistico. In queste dieci song ritroviamo la summa del sound degli Angra, un sublime mix tra power metal, progressive e musica etnica e sinfonica, con un Lione espressivo come non mai. “Newborn Me”, non a caso scelto come opener e primo singolo estratto, è un brano complesso ed ammaliante, che in sei minuti ci fa strabuzzare gli occhi per i suoi passaggi solisti acustici, melodie ariose ed una ritmica incalzante e movimentata. Con la seguente “Black Hearted Soul” si scende in territori vicini al power di “Nova Era”, per un pezzo che, possiamo scommeterci, farà impazzire i fan dal vivo. L’ormai perfetta sintonia della coppia d’asce Bittencourt – Loureiro è una certezza, ma la vera sorpresa di “Secret Garden” è il drummer Bruno Valverde, dotato di una tecnica fuori dal comune, ma soprattutto di un groove travolgente e contagioso, che emerge soprattutto nei passaggi tribali brasiliani, come nella cadenzata “Final Light”. Il secondo singolo, da cui è stato tratto un video, “Storm Of Emotions”, parte in sordina, con un Lione incantatore che si esibisce su toni bassi, teatrale ed intenso, poi cresce esponenzialmente grazie ad orchestrazioni ben congeniate, fino ad arrivare al climax del ritornello. E mai titolo fu più azzeccato. “Secret Garden” è una album meno sinfonico rispetto al alcuni episodi della carriera degli Angra, decisamente più progressivo, ma costantemente melodico, come nell’epico coro in italiano di “Violet Sky”, o nella rabbiosa “Uppers Level”, il cui riff sembra preso in prestito dalla chitarra di Michael Romeo dei Symphony X. Il lavoro non raggiunge la perfezione per un paio di episodi maggiormente canonici, proprio i pezzi in cui sono presenti le ospiti femminili Simone Simons e Doro Pesch, evidentemente chiamate a rendere più accattivanti con la loro presenza la title track e “Crusching Room”.

Il 2015 comincia alla grande e segna il prepotente ritorno degli Angra, una band che ha mantenuta intatta una capacità di songwriting da sempre inconfondibile e raffinata, nonostante i cambi di line-up e le critiche delle malelingue, che li aspettavano pronti al varco col fucile puntato. Invece “Secret Garden” si rivela uno dei migliori capitoli della carriera recente dei sudamericani, un punto di partenza brillante e fresco per un nuovo futuro ancora ai vertici della scena internazionale. E la scelta di Lione come frontman si rivela quantomai azzeccata, perché, dall’unione di un grande cantante e grandi musicisti, è facile che scaturisca un grande disco.

E questo è “Secret Garden”.

Voto recensore
8
Etichetta: EarMUSIC

Anno: 2015

Tracklist:

01. Newborn Me

02. Black Hearted Soul

03. Final Light

04. Storm Of Emotions

05. Violet Sky

06. Secret Garden

07. Uppers Level

08. Crusching Room

09. Perfect Symmetry

10. Silent Call


Sito Web: www.angra.net

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Giovanni Messere

    Ottimo album dei brasiliani con un Lione in più alla voce.

    Reply

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