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Saxon – Recensione: Thunderbolt

Una storia senza fine quella dei Saxon. 42 anni di carriera e la voglia di mettersi ancora una volta in gioco con il nuovo album “Thunderbolt”. Biff & soci colpiscono nel segno con una manciata di canzoni convincenti.

Dopo una breve intro ecco che le cose iniziano a farsi dannatamente serie. Biff non ha intenzione di cedere di un millimetro, 40 anni (e più) di carriera che sembrano la metà di meno e voglia di picchiare durissimo con “Thunderbolt“. Canzone potente, convincente, tipicamente britannica ed anthemica. Sposta di poco il tiro “The Secret Of Flight”, tesa e determinata. Perfetta per essere riproposta dal vivo dai nostri. Molto positiva “Nosferatu (The Vampires Waltz)”, mid-tempo epico che cresce ascolto dopo ascolto.

“They Played Rock and Roll” è una bella scarica di adrenalina, un up-tempo che colpisce nel segno. La canzone perfetta per ricordare Lemmy. Niente di sostanzialmente “nuovo”, ma un classico che piacerà per la sua decisione. Decisamente più intrigante e “malvagia” “Predator”, dove il classico stile Saxon vede ospite il vocione di Johan Hans Hegg degli Amon Amarth. Dna totalmente britannico, ma con quella spruzzata di Svezia che rende la canzone decisamente positiva.

Ancora Nord Europa – ma senza ospiti – per il mid-tempo “Sonf Of Odin”. Una canzone con una fortissima impronta “Dio” (echi di “Holy Diver”). Sicuramente tra le migliori del disco. Nuova frustata con “Sniper”, buone trame di chitarre sostenute da una batteria decisamente potente. Una canzone “ordinaria” per i nostri, di certo non brutta, che suona come dovrebbero suonare i Saxon in questi anni ’10. Stesso discorso per “A Wizard’s Tale”, leggermente più intricata a livello musicale (davvero notevole il bridge dove Biff si dimostra ancora una volta interprete d’eccellenza) ma puro “mestiere – Saxon”.

“Speed Merchants” (anello debole dell’album, peccato) prima del saluto finale “Roadie’s Song”. Una canzone anni ’80 fino al midollo, tesa e carica d’energia.

I Saxon a.D. 2018 non si smuovono di un millimetro dalle loro “certezze”: canzoni quadrate, melodiche e dal fortissimo appeal live. Heavy Metal, niente di più. Una certezza  in questi tempi di acque agitate.

Voto recensore
7
Etichetta: Militia Guard Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. Olympus Rising 02. Thunderbolt 03. The Secret Of Flight 04. Nosferatu (The Vampire Waltz) 05. They Played Rock And Roll 06. Predator 07. Sons Of Odin 08. Sniper 09. A Wizard's Tale 10. Speed Merchants 11. Roadie's Song
Sito Web: http://www.saxon747.com

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista extraordinaire in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “persona seria” per n-mila testate e prodigioso “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Ah sì, anche “cantante” in una band metal-qualcosa. Non ci facciamo mancare niente insomma. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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