Celestial Son – Recensione: Saturn’s Return

“Saturn’s Return” è il classico CD “medio”, vale a dire ben confezionato ma poco entusiasmante e purtroppo è difficile dilungarsi analiticamente su un prodotto che ha suscitato davvero poche emozioni durante un ascolto pur ben disposto e ripetuto.

Autori in precedenza (con il nome di Drone) di un EP dal titolo “Misanthropia” e dell’album “Doors Of Perception” i Celestial Son ci propongono un alternative rock dal riffing non banale e un più che discreto sviluppo delle costruzioni ritmiche con parti vocali di chiara ispirazione grunge.

“Nothing In Excess” e “All I Ever Wanted” (peraltro i due singoli) hanno un innegabile substrato Alice In Chains anche se sono più moderne nella resa finale; l’altro nume tutelare per chi si è apprestato a suonare alternative dopo gli anni ’90 non possono che essere i Tool e li percepiamo chiaramente in “Holy Cycle” o “The Flow Of Creation” anche se purtroppo i danesi hanno un pesante Tallone d’Achille nella voce monocorde di Rasmus Sjøgren che non fa nulla per accattivarsi l’ipotetica platea.

Qualche tastiera qua e là opera di Jeppe P. Holm alleggerisce una proposta altrimenti poco diversificata e noiosa nonostante il lancio pubblicitario vada a scomodare paragoni con Genesis e Porcupine Tree oltre al grunge (alla Mighty Music devono aver esagerato coi superalcolici).

Voto recensore
6
Etichetta: Target/Mighty Music

Anno: 2015

Tracklist:

01. Nothing In Excess
02. All I Ever Wanted
03. Holy Cycle
04. Open Wound
05. Sea Of Failure
06. The Flow Of Creation
07. Caress The Soul
08. The Fortress
09. Headlong
10. Not A Choice
11. Death Wish
12. The Moon
13. The Pits


Sito Web: http://www.celestialson.com

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