Doomraiser – Recensione: Reverse (Passaggio Inverso)

Quarto album in studio per i romani Doomraiser e continua, totale devozione al lato più oscuro della musica del destino, quello che vede in acts come Black Sabbath, Saint Vitus o per prendere esempi meno datati, Cathedral, la principale fonte di influenza. Brani lunghi, sensazioni funeree, ritmi lenti e serrati che se da un lato escludono ogni possibile novità (meno male aggiungiamo noi), dall’altro assicurano un ascolto dinamico e versatile.

“Addiction” mostra subito i muscoli dei capitolini attraverso l’incedere pachidermico e costante del pezzo, che mette in luce la duttilità vocale di Nicola “Cynar” Rossi, autore di una prova notevole tanto nelle parti gutturali quanto in quelle pulite (ma non troppo). Poche le concessioni ad elementi estranei dicevamo, se non sporadici ricorsi a strumenti come l’organo o il violino (che ad esempio apre la successiva “Mirror Of Pain”) e leggere derive stoner che a tratti portano alla mente i Kyuss.  Notiamo qui come indispensabile all’economia del sound siano le chitarre di Giulio Serpico e Montagna, che spesso, calcando i momenti più incisivi, si lanciano in assoli coinvolgenti. Il resto è l’attitudine, la fierezza e la bontà esecutiva con cui il five-piece porta avanti questo progetto lasciando intuire come dietro al lavoro vi siano un gran cuore e convinzione.

I Cathedral primigeni fanno capolino tra le venature acide di “Ascension: 6 To 7”, unica variante ad un brano roccioso e spinto, mentre la successiva “Apophis” è forse la canzone, se ci passate il termine, più diretta e “orecchiabile”, sorretta da una melodia portante epica e carica di grinta. L’oscurità sabbathiana di “In Winter” si ritrova a figliare con i Kyuss nella parte centrale di un pezzo che, circolarmente, chiude riprendendo l’incipit.

“Dio Inverso (Reverse)” è un congedo sibillino e dai tratti lisergici che mette in luce ritmi quadrati e spessi sui quali si snodano diaboliche note di organo, per poi sfumare nell’inquietudine del silenzio. Vintage e rocciosi senza mai cadere nella trappola del dejà vu. Bravi.

Voto recensore
7
Etichetta: BloodRock Records

Anno: 2015

Tracklist:

01.  Addiction
02.  Mirror Of Pain
03.  Ascension: 6 To 7
04.  Apophis
05.  In Winter
06.  Dio Inverso (Reverse)


Sito Web: https://www.facebook.com/doomraiser

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Mont.

    Ragazzi, giusto per info, la formazione aggiornata 🙂

    Cynar – Vocals/Synth
    Serpico – Guitars
    Montagna – Guitars
    BJ – Bass
    Pinna – Drums

    Reply

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