Scorpions – Recensione: Return To Forever

Mai dire mai: il tour dell’addio, a un paio d’anni di distanza, si trasforma in arrivederci e ci ripropone gli Scorpions in gran forma, pronti a festeggiare nel migliore dei modi i cinquanta (già!) anni di attività. E non di pura celebrazione si tratta, perché nel tour che a novembre toccherà anche il nostro Paese ci sarà spazio anche per i pezzi contenuti in questo “Return To Forever“. Un album costruito partendo dal passato, sia in termini di sonorità sia da un punto di vista letterale, nel senso che parecchi brani hanno preso la prima forma negli anni gloriosi, ma vedono la luce su disco soltanto oggi. E per fortuna!

Accanto a pochi episodi innocui ce ne sono alcuni che da soli varrebbero l’acquisto e testimoniano il valore di una band spesso ricordata soltanto per le sue ballad, in grado invece di scrivere pagine importanti del rock melodico con il proprio inconfondibile trademark. La voce intatta di Klaus Meine rende emozionante il crescendo melodico ed emotivo di “We Built This House”, azzeccatissima scelta come singolo per trainare l’album. E pure l’ingenuità dell’energica “Rock My Car” (ricca peraltro di ironiche autocitazioni), dell’opener “Going Out With A Bang” e di “Rock’N’Roll Band” hanno perfettamente senso, per una band diretta e senza fronzoli, con il rischio di sembrare kitsch ma sempre (quasi) fedele a se stessa. La ballad magnetica “House Of Cards” e la dolcissima “Eye Of The Storm” sono delle piccole gemme che confermano la maestria degli Scorpions in questo particolare settore, in cui troviamo pure la sinuosa “Rollin’ Home” e la più tradizionale “Gypsy Life”: quattro sono troppe? Data la qualità, decisamente no. Notevolissima è pure la contagiosa allegria di “Catch Your Luck And Play”, piacevole variazione in un album che tiene sempre vivi attenzione e coinvolgimento. Interessanti anche le bonus track presenti nell’edizione deluxe: in particolare le malinconiche e leggere “The World We Used To Know” e “When The Turth Is A Lie” valgono la spesa aggiuntiva.

“Return To Forever”: che sia una sorta di auspicio? Dato che siamo ben distanti dall’autocelebrazione e da una semplice operazione-nostalgia, la speranza è di vederne ancora delle belle.

Voto recensore
8
Etichetta: Sony

Anno: 2015

Tracklist:

01. Going Out With A Bang
02. We Built This House
03. Rock My Car
04. House Of Cards
05. All For One
06. Rock ‘N’ Roll Band
07. Catch Your Luck And Play
08. Rollin’ Home
09. Hard Rockin’ The Place
10. Eye Of The Storm
11. The Scratch
12. Gypsy Life
13. The World We Used To Know (bonus deluxe edition)
14. Dancing With The Moonlight (bonus deluxe edition)
15. When The Truth Is A Lie (bonus deluxe edition)
16. Who We Are (bonus deluxe edition)
17. Delirious (bonus iTunes)


Sito Web: http://www.the-scorpions.com/english/

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

3 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Capitan Andy 74

    …ma…questo a me suona come un album pieno di b-sides carine si’ ma per lo piu’
    senza mordente…io avrei ascoltato piu’ volentieri humanity hour 2…e’ inutile tornare indietro
    nostalgicamente agli anni 80 per lo piu’ con brani di una pochezza e banalita’allarmante
    come rock my car….artisti di spessore come gli Scorps dovevano continuare l’avventura senza voltarsi indietro!!!

    Reply
    • Scorpion

      Quotone! Il loro ultimo album per me è stato HH1, discone! Poi hanno preferito giocarla facile e sono usciti due dischetti decisamente inferiori per darli in pasto al popolo bue… spero si riesca a rivedere un ultimo album di vera musica ispirata invece che di roba di serie b (per una band del genere, si intende… per altre band sarebbero anche capolavori, ma gli Scorpioni giocano in un’altra categoria!)

      Reply (in reply to Capitan Andy 74)
  2. Eustace Giustino Bagge

    album piatto e senza mordente…grande delusione.

    Reply

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