Grave Digger – Recensione: Return Of The Reaper

Difficile trovare nella vita qualcosa di più rassicurante di un nuovo disco dei Grave Digger, soprattutto se questi decidono di intitolarlo in modo profetico “The Return Of The Reaper”. Se insomma siete di quelli che non amano le sorprese con loro andate sul sicuro: anche questa volta potrete godere di una bella colata di metallo incandescente che rispetta tutte le regole del genere e che in particolare rimanda a quanto già abbondantemente proposto in passato dalla band.

Coerenza che è sicuramente un pregio, ma allo stesso tempo un grande limite. Un pregio perché probabilmente con un singer come Boltendhal, e con alle spalle l’estrazione musicale che tutti conosciamo, sarebbe alquanto improbabile per i Grave Digger riuscire ad uscire dai cliché in modo convincente, d’altro canto, restando costantemente così vicini al proprio passato, non è sempre semplice tirar fuori canzoni all’altezza delle proprie migliori e questa volta qualche scricchiolio viene fuori.

Accanto a song dalla potenza invidiabile e decisamente riuscite, come “Hell Funeral” (Il video), “Wargod” e “Resurrection Day”, troviamo infatti brani non proprio di azzeccati, come i mid tempo scontatissimi e monotoni, in stile tipicamente tedesco, “Tattoed Rider” e “Season Of The Witch” (Il video). Per non parlare del classico tentativo di piazzare una ballad in scaletta, costante che solo raramente ha dato buoni frutti e che stavolta, con la scadente “Nothing To Believe” tocca, a nostro giudizio, uno dei punti più bassi di sempre.

La dimensione migliore del gruppo rimane quella più aggressiva ed epica, che non esce certo dai canoni storici del metal mittel-europe anni ottanta, ma che pone perlomeno un timbro di riconoscibilità a canzoni come quelle citate prima e ad altre interessanti come “Dia Del Las Muertos” o “Death Smile At Us”.

Al solito non ci sono difetti di produzione e confezione (molto bello l’artwork), ma “The Return Of The Reaper” rimane un’uscita con luci e ombre che ci conquista solo a tratti, salvata dalla mediocrità esclusivamente da alcune tracce particolarmente riuscite.

Voto recensore
7
Etichetta: Napalm Records

Anno: 2014

Tracklist:

01. Return Of The Reaper
02. Hell Funeral
03. War God
04. Tattooed Rider
05. Resurrection Day
06. Season Of The Witch
07. Road Rage Killer
08. Dia De Los Muertos
09. Satan’s Host
10. Grave Desecrator
11. Death Smiles At All Of Us
12. Nothing To Believe


Sito Web: http://www.grave-digger-clan.com/

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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