Resurrection Kings – Recensione: Resurrection Kings

I Resurrection Kings nascono su ispirazione del boss della Frontiers Serafino Perugino e sono l’unione delle forze di vere e proprie leggende del rock come Craig Goldy (Dio) e Vinny Appice (Black Sabbath, Dio, Heaven & Hell) accanto a Sean McNabb (Quiet Riot, Great White, House Of Lords) e Chas West (Lynch Mob), con l’aiuto preziosissimo di Alessandro Del Vecchio in fase di composizione e produzione. L’obiettivo per niente nascosto è quello di ricreare sonorità e atmosfere dell’hard rock ottantiano, unendo alle influenze più naturali dei mostri sacri Deep Purple, Rainbow e Black Sabbath contaminazioni di band dal sound meno heavy, leggi Whitesnake e Foreigner. Dei primi viene ripresa una certa vena blues, dai secondi – in maniera forse meno evidente seppur dichiarata dallo stesso Goldy – il gusto melodico.

Sin dall’opener “Distant Prayer” la voce stentorea di Chas West si rivela una delle cose più belle dei Resurrection Kings: il pezzo si pone a metà tra l’ovvio retaggio dell’hard rock di stampo classico e territori più melodici, su tutti – ma può essere un’impressione personale – saltano alla memoria i recenti Seventh Key di Billy Greer. E in effetti dosi di pomp rock vengono iniettate qua e là a rendere il sound più personale e magniloquente, prezioso ingrediente che rende ancor più personale e godibile la miscela. Se “Livin’ Out Loud”, infatti, è aspra e ruvida come si conviene ad un pezzo hard rock più diretto ma non rinuncia alle tinte blues di derivazione Whitesnake, le più leggere “Who Did You Run To” e “Path Of Love” accentuano il peso specifico della melodia, pur graffiata a dovere dal riffing di Craig Goldy. Su toni e atmosfere decisamente diversi l’incedere marziale ed epico di “Silent Wonder”, si varia ancora con il senso di vastità di “Wash Away” e con il caldo mid-tempo nuovamente in odore di Whitesnake (avete presente “Is This Love”?) “Never Say Goodbye”. Tra i pezzi migliori, vale la pena segnalare senz’altro anche l’urgenza di un pezzo che unisce dinamismo, melodia e aggressività come “Had Enough”.

Non c’è che dire, il progetto avrebbe forse funzionato per forza d’inerzia semplicemente grazie alla storia e all’amalgama dei musicisti coinvolti, ma non avrebbe funzionato così bene senza le doti compositive messe in campo dallo stesso Goldy e da Del Vecchio, che restituiscono freschezza ad un sound sempre coinvolgente.

Resurrection Kings - Resurrection Kings

Voto recensore
7,5
Etichetta: Frontiers

Anno: 2016

Tracklist: 01. Distant Prayer 02. Livin’ Out Loud 03. Wash Away 04. Who Did You Run To 05. Fallin’ For You 06. Never Say Goodbye 07. Path Of Love 08. Had Enough 09. Don’t Have To Fight No More 10. Silent Wonder 11. What You Take
Sito Web: https://it-it.facebook.com/ResurrectionKingsMusic/

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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  1. paul

    Album favoloso ! Spero di vederli dal vivo !

    Reply

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