Dynazty – Recensione: Renatus

Hard rock melodico che a tratti sconfina nel class metal, gli svedesi Dynazty hanno impatto e senso della melodia da vendere. Caratteristiche queste che, combinate ad una produzione scintillante, fanno di “Renatus” una chicca per chi ama band come i Circus Maximus o i Vanden Plas. Un lavoro, quindi, che sposta le coordinate dal rock melodico per abbracciare sonorità maggiormente affini al power e al prog metal più mainstream, realizzato con grande professionalità e cognizione di causa. Un cambiamento sottolineato fin dal titolo, nuova nascita anche pensando al cambio di bassista: non solo, la new entry Jonathan Olsson è anche responsabile della produzione.

Una proposta musicale epica, potentissima e catchy, fatta per entusiasmare fin dal primissimo ascolto: prova ne sia l’apertura con fuochi d’artificio affidata alla gigantesca “Cross The Line” e alle esplosioni del singolo “Starlight”. L’ugola di Nils Molin affronta con sicurezza anche le tonalità più alte, e le chitarre di Love Magnusson e Mike Laver riflettono un gusto moderno per nulla scontato. Impressionante e maestosa “The Northern End”, suggestiva “Incarnation” come pure la magnifica “Sunrise In Hell”, ammantata dalle tastiere e con un’intensità nel chorus da mettere i brividi. Ma non è solo una questione di atmosfera: anche quando c’è da essere più lineari e andare dritti al punto i Dynazty fanno centro: è il caso delle cavalcata “Run Amok” e “Unholy Deterrent”, quest’ultima animata da credibile rabbia. Efficace pure “A Divine Comedy”, perfetto suggello per un album dall’impatto davvero devastante.

Una metamorfosi da sonorità più leggere si è compiuta nel migliore dei modi, traducendosi in una creatura possente e sinuosa, minacciosa e suadente che finirà per conquistare sia gli amanti dell’hard rock che quelli del metal melodico, oltre ad incuriosire chi frequenta i territori più accessibili del prog e dell’epic metal.

Voto recensore
8
Etichetta: Spinefarm

Anno: 2014

Tracklist:

01. Cross The Line
02. Starlight
03. Dawn Of Your Creation
04. The Northern End
05. Incarnation
06. Run Amok
07. Unholy Deterrent
08. Sunrise In Hell
09. Salvation
10. A Divine Comedy


Sito Web: http://www.dynazty.com/

4 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Patrizio

    Si sono intamarriti un po’ troppo, il disco precedente due o tre gran pezzi li aveva, questo mi sembra che non abbia dei momenti alti, un po’ troppo piatto e monotono. E il sig. Molin dal vivo è imbarazzante…

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  2. cliro

    è semplicemente un disco potentissimo che nn disdegna affatto della melodia anzi! ma io ti consiglierei gianna nannini o d’alessio forse fanno di più al caso tuo saluti!

    Reply
    • Patrizio

      ma che c’entrano la Nannini e D’Alessio? Ho scritto solo che era meglio il precedente se si vuole comprendere, non che sia sterco.

      Aggiungo che non credo che lei li abbia visti dal vivo, quindi consgilio prima di assistere ai primi 2-3 pezzi in cui Molin è in voce e poi valutare il resto del concerto.

      Un po’ di obiettività suvvia, e non scomodi artisti o presnuti tali che nulla hanno a che fare con tutto quanto di cui sopra.
      E’ inutile e amorale.

      Reply (in reply to cliro)
  3. giulio b

    un cambio radicale al sound, mi trova ai primi ascolti, notevolmente spiazzato.
    il disco e molto potente e la melodia e totalmente sparita.
    nel complesso l album è abbastanza omogeneo ma non ha picchi, a mio avviso, da ricordare (una hit non ce).
    su tutte, buono il singolo “starlight” e di belle intensità ” salvation”

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