Burning Black – Recensione: Remission of Sin

6 anni fa, quando mi accingevo a scrivere la mia prima recensione musicale, scelsi i Burning Black tra il pacchetto di CD promozionali consegnati dal fidato postino, probabilmente attirato dall’artwork di “Prisoners Of Steel”.

Dopo più di 6 anni siamo diventati tutti più grandi e, in un continuo processo di maturazione passato attraverso “MecanicHell”, arriva il nuovo album “Remission of Sin”. Se vale la regola del terzo album, i Burning Black non sgarrano, sfornando un album convincente e completo, finalmente bilanciato e, probabilmente per la prima in volta, in grado di esprimere a 360° le sfaccettature della band.

Sul disco troviamo una line-up per 3/5 differente rispetto al predecessore, con Enrico finalmente presente anche in studio (era entrato nella band dopo l’incisione del secondo album), Simmi Wild al basso (dopo l’uscita di Alessandro Jacobi in favore degli Elvenking), e Chris alla seconda chitarra. Sempre presenti Max alla voce e Luca dietro le pelli, ritornato nella band dopo un periodo di break.

Nuova linfa nella line-up e nuova linfa nel sound. “Remission of Sin” fa quadrato delle varie esperienze della band, unendo sapientemente l’heavy classico, da sempre punto di riferimento dei Burning Black, alle influenze hard rock (più presenti rispetto al passato) e allo US power epico e drammatico che tanto aveva segnato “MecanicHell”. L’impressione generale è che l’intero album sia più curato rispetto al passato, lavorato con maggiore finezza, ma allo stesso tempo più semplice ed efficace nell’ascolto, forse proprio grazie alle maggiori influenze hard rock presenti.

A livello di songwriting notiamo una forte influenza di Enrico, che sforna dei riffoni di ottima qualità in pezzi come la titletrack, “Crucified Heart” (probabilmente il brano migliore del lotto) e “Soulless Stone”. Prestazione di livello anche per il leader Max alla voce, anche lui più bilanciato rispetto al passato ma più efficace, senza la necessità di voler strafare, sempre al servizio del brano.

Nella tracklist sicuramente emergono il singolo Flag Of Rock” (il video), il pezzo più 80’s dell’album che fa il paio con “True Metal Jacket” ma anche pezzi più complessi e prog come “Visionary In A Primitive Future” e la tripletta già citata poco sopra. Nel complesso però non troviamo pezzi deboli in “Remission Of Sin”.

Un album maturo e convincente, heavy metal di ottima fattura per una band che probabilmente merita più di quanto ottenuto finora.

Hell is Now!

Voto recensore
7,5
Etichetta: Limb Music / Audioglobe

Anno: 2014

Tracklist:

01. Do Lung Bridge 1:29
02. Mercenary Of War 5:43
03. Remission Of Sin 4:36
04. Flag Of Rock 4:11
05. Crucified Heart 4:41
06. Spaceman’s Theory (Instrumental) 2:52
07. Visionary In A Primitive Future 6:44
08. Love Me 4:20
09. Soulless Stone 4:02
10. Far Away 4:59
11. True Metal Jacket 5:25


Sito Web: http://www.burningblack.com/

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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