Die Form – Recensione: Rayon X

Un percorso discografico prossimo ai quarant’anni costellato di ricerca ma anche di aperture a un sound più assimilabile, tutto contenuto però entro i limiti della sobrietà. Spettacoli dal vivo emozionanti e arricchiti di performance particolari e visivamente forti, sono i due ingredienti che hanno reso i pionieri Die Form una delle band più longeve e rappresentative del settore elettronico.

Dalle sperimentazioni industrial degli esordi ad oggi, Philippe Fichot non ha avuto il timore di manipolare più volte la sua creatura, che oggi torna dopo cinque anni di silenzio con il nuovo studio album “Rayon X”. Un titolo che allude simbolicamente a qualcosa che non può essere visto normalmente ma dalla propria profondità, da un occhio interiore. Da un punto di vista musicale siamo di fronte a un platter che senza dubbio appare più arioso e “positivo” del predecessore “Noir Magnétique” (2009) ma che al tempo stesso non rinuncia a un inconfondibile alone di crepuscolarità.

“Black Leather Gloves”, dal refrain accattivante e interpretato dalla partner Eliane P. con classe, appare subito flirtare con le sonorità da club, affondando le proprie radici in un certo sound sintetico e minimale degli anni’80. E a ben vedere “Rayon X” non rinuncia mai ad essere orecchiabile e da questo lato lo si assimila senza difficoltà. Tranquilli però, il gruppo non rinuncia a momenti se vogliamo più sperimentali ed “oscuri”, tanto che questo buon compromesso diventa l’ossatura portante di tutto il disco.

La voce sibilante e soffusa di Philippe guida la lenta e ritualistica “Rebirth/ReDeath (Ich Bin Tot)”, alla quale funge da contro-altare un pezzo godibile e “metallico” come “Mecanomania ©”, un altro episodio che molto deve ai primi passi compiuti dall’ensemble francese. “Politik” e “Perpetual Motion”, nel loro minimalismo canterino rischiano di diventare due successi per i club alternativi, ma nei brani cantati a due voci (“In The Void Of Hell”, “Neo Fiction”), il two-piece torna a tributare un suono notturno e sensuale che richiede uno sforzo più intenso per essere compreso.

“Rayon X” indugia forse troppo sulla lunghezza complessiva ma inanella una serie di tracce di spessore e realizzate con molta cura. Non troviamo i Die Form ai loro esiti più alti, ma il livello qualitativo e professionale è indiscutibile.

Voto recensore
7
Etichetta: Out Of Line

Anno: 2014

Tracklist:

01.  Black Leather Gloves
02.  Schaulust (Scopic Pulsion)
03.  ReBirth/ReDeath (Ich Bin Tot)
04.  Le 7ème Face Du Dé
05.  Mecanomania (C)
06.  Politik
07.  In The Void Of Hell
08.  Neo Fiction
09.  Bipolarity
10.  Perpetual Motion
11.  Amnesia
12.  Iron Cross
13.  Mon Amour
14.  Zoanthropia


Sito Web: http://www.dieform.net/

andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login