Raven – Recensione: ExtermiNation

Si fa un gran parlare di revival, di come il metal tradizionale resista strenuamente al passare delle mode attraverso la riproposizione di schemi classici, ripresi sempre più spesso anche da giovani band all’esordio. Poi però arrivano vecchi cariatidi come i Raven e dimostrano come i migliori a far funzionare certe sonorità siano spesso ancora quelli come loro.

La band dei Gallagher brothers ha contribuito più di trent’anni fa all’inizio della scena speed metal, ma a sentire un disco come “ExtermiNation” pare che il tempo si sia fermato. Le canzoni conservano l’energia degli esordi, le vocals belluine di John Gallagher hanno la stessa tonalità acuta e sgraziata di quelle in “Rock Until You Drop” ( e qualcuno direbbe che 41 anni di carriera non sono bastati al nostro per imparare a cantare), ma la maturità si sente eccome, soprattutto nel dosaggio di componenti a cavallo tra hard & heavy che vengono inserite al momento giusto per non far diventare un album di ben 15 canzoni troppo ripetitivo o noioso.

Il format di molte song è quello tipico dei Raven più classici: “It’s Not What You Got” dura meno di quattro minuti, sparati dritti in faccia, “Feeding The Monster” è più o meno sulla stessa lunghezza d’onda, con una tacca di velocità in più. Puro athletic rock!

“Thunder Down Under” è un vero e proprio tributo agli Ac/dc dell’era Bon Scott, ma portato con tutta la pachidermica potenza tipica dei Raven. Un macigno che rotola sul fianco della montagna!

Le cose migliori arrivano però dai brani più furiosi, come la bellissima “Destroy All Monsters” (il video), sei minuti di speed vecchia maniera che in ben pochi oggi riuscirebbero a battere per tiro e immediatezza.

Un punta di melodia epica stempera la tensione, ma non fa calare la qualità. Anzi, song come “Battle March/Tank Treads (The Blood Runs Red)” (il video) o “Fire Burns Within” sono più che riuscite, perfettamente amalgamate con l’atmosfera classica del disco e comunque capaci di restituire un gusto per l’armonia che non è facile saper rendere al meglio.

L’unica song che onestamente ci lascia spiazzati e la heavy ballad “River Of No Return”, forse fin troppo poco adatta alle doti vocali del nostro e lontana dall’atmosfera creata dal resto della scaletta.

Poco male, il giudizio finale rimane comunque super positivo e di deve parlare di “ExtermiNation” come di un disco da avere assolutamente, sopratt se siete tra gli amanti del classic metal britannico.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Steamhammer

Anno: 2015

Tracklist:

01. Destroy All Monsters
02. Tomorrow
03. It's Not What You Got
04. Fight
05. Battle March/Tank Treads (The Blood Runs Red)
06. Feeding The Monster
07. Fire Burns Within
08. Scream
09. One More Day
10. Thunder Down Under
11. No Surrender
12. Golden Dawn
13. Silver Bullet
14. River Of No Return
15. Malice In Geordieland (bonus track)


Sito Web: https://www.facebook.com/pages/Raven/137886919586598

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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  1. Giovanni Messere

    Solita botta Metal dei Raven.

    Reply

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