Giardini Di Miro’ – Recensione: Rapsodia Satanica

Il nuovo album dei reggiani Giardini Di Mirò, incontra la settima arte, dopo un disco buono ma a giudizio di chi scrive interlocutorio (“Good Luck”) che nel 2012 vide il gruppo flirtare con sonorità leggermente più accessibili, che di fatto avrebbero potuto rappresentare la chiave di volta verso una maggiore fruibilità. Il sesto sigillo “Rapsodia Satanica” è innanzitutto un disco sperimentale e lasciato completamente agli strumenti, una sorta di colonna sonora creata con lo spirito di una jam che vuole accompagnare le immagini dell’omonimo film muto del 1917, diretto da Nino Oxilia.

Rivisitazione sentimentale del mito faustiano, “Rapsodia Satanica” ha come protagonista l’anziana signora Alba D’Oltrevita, che stipula un patto con Mefistofele in cambio di una ritrovata giovinezza. Si sa che un contratto con il diavolo ha il suo prezzo e Mefistofele fa promettere alla donna di non innamorarsi mai. Ma Alba ascolterà presto le pulsioni di Eros e il demone tornerà a prendersi ciò che le aveva dato, lasciandola morire sola, anziana, dimenticata.

Gli emiliani musicano dunque le scene chiave del film lasciando confluire suoni variegati e complessi nell’ambito di una improvvisazione intelligente, nella quale trovano posto inflessioni elettroniche, post rock, wave e neoclassiche. Brani liquidi, nervosi, però non così difficili da prevedere, poiché i nostri inanellano melodie indovinate e seppur non di facile presa, capaci di fare breccia in chi ascolta. “III” e “VII” evocano le tensioni psichedeliche dei Pink Floyd più oscuri, nel secondo brano è notevole l’intervento degli archi che creano ulteriore nervosismo sottolineato poi dalle percussioni gravi che irrobustiscono il finale. “XIII” parte come un blues onirico e silenzioso, ma l’ingresso di archi e tastiere lo fa crescere frenetico. “XVII” flirta con una wave garbata ed orecchiabile dove hanno un maggior peso dei synth ottantiani e la melodia portante è davvero efficace, mentre “XXI” offre un finale bizzarro, volutamente ostico, dove tutto è rumore, nonostante il congedo sfumato e malinconico.

Un’opera breve eppure intensa, coraggiosa vista la totale assenza di parti vocali, a tratti difficile da metabolizzare ma proprio per questo affascinante e sopra le righe.

Voto recensore
7
Etichetta: Santeria Records

Anno: 2014

Tracklist:

01.  Rapsodia Satanica I

02.  Rapsodia Satanica III

03.  Rapsodia Satanica VII

04.  Rapsodia Satanica XIII

05.  Rapsodia Satanica XVII

06.  Rapsodia Satanica XXI


Sito Web: http://www.giardinidimiro.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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