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Audrey Horne – Recensione: Pure Heavy

Un titolo come “Pure Heavy” (i dettagli) la dice lunga sulla parabola evolutiva dei norvegesi Audrey Horne. La band guidata da Arve Isdal (Enslaved, Demonaz, I) fece inizialmente parlare di sé per la sua natura di progetto composto da esponenti della scena estrema nordeuropea, pur non avendo nulla a che vedere con essa. Certo le derive musicali vicine a un post rock alternativo e sui generis in chiave Faith No More/Alice In Chains esplorate da “No Hay Banda” (2005) e “Le Fol” (la recensione) (2007) sono ormai lontane e “Pure Heavy” prosegue sulla falsariga del precedente “Youngblood” (la recensione), ovvero un omaggio alle sonorità ottantiane che arrivano dalla NWOBHM e a un hard rock prossimo ad esse.

“Pure Heavy” è tutto questo e niente di più, un sano e sfacciato album di metal classico che guarda con orgoglio alle influenze più antiche del gruppo, con disincanto e una serie di brani ficcanti. Canzoni non troppo complesse, ritornelli ariosi, passaggi mnemonici e il gioco è fatto. Tutto derivativo ma parecchio piacevole. Arve Isdal e Thomas Tofthagen (dai doomsters Sahg), guidano l’assalto con chitarre graffianti che si prodigano spesso in assoli di ottima fattura, mentre su tutto domina la voce “ozziana” del bravo Toschie, lirico e potente come di consueto.

L’album scorre senza intoppi e si ascolta tutto di un fiato lasciandosi prendere da quel disimpegno che emerge dai pezzi, potenzialmente una serie di singoli, non fosse per una parte centrale un pizzico più monotona. “Wolf In My Heart” apre le danze con immediata energia, sprizzando echi di Van Halen e Aerosmith e si prosegue alla grande con “Holy Roller” un pezzo narrow-minded e di presa. Il bluesaccio grosso e sporco di “Tales From The Crypt” si concede pure il lusso di omaggiare sentitamente “Sweet Leaf” dei Black Sabbath, mentre “High And Dry” parte con tappeti di riff maideniani per strizzare poi l’occhio ad un certo power metal di largo consumo. L’anthem “Waiting For The Night” ci accompagna al congedo con la sua adrenalina, prodigandosi in uno di quei refrain da ricordare a lungo. Derivativi sì, ma brillanti.

Voto recensore
7
Etichetta: Napalm Records

Anno: 2014

Tracklist:

01.  Wolf In My Heart
02.  Holy Roller
03.  Out Of The City
04.  Volcano Girl
05.  Tales From The Crypt
06.  Diamond
07.  Into The Wild
08.  Gravity
09.  High And Dry
10.  Waiting For The Night
11.  Boy Wonder


Sito Web: http://www.audreyhornemusic.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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