Mystifier – Recensione: Protogoni Mavri Magiki Dynasteia

Correva l’anno 1989 quando le viscere della terra generarono i Mystifier, cult band brasiliana che elaborò un proprio concetto di musica estrema ispirato ai mostri sacri degli anni ’80 (Celtic Frost su tutti), indicativamente nel medesimo periodo in cui la Fiamma Nera emetteva i suoi rigurgiti nelle molto meno assolate lande del Nord Europa. Un sound mistico il loro, per alcuni aspetti simile agli altrettanto seminali Sarcòfago e ai nostrani Mortuary Drape, votato completamente al credo satanico e privo di compromessi con una qualsiasi logica commerciale.

Dopo ben diciotto anni di silenzio (l’ultimo lascito fu “Profanus”, del 2001), la band riemerge da un lungo iato durante il quale non si è mai ufficialmente sciolta, sebbene il progetto fosse rimasto in mano soltanto a Armando da Silva Conceição (aka Beelzeebubth), mastermind e chitarrista, che oggi completa le fila con il vocalist Diego DoUrden (già negli Infested Blood) e con il batterista Eduardo Amorim, veterano della scena underground carioca.

“Protogoni Mavri Magiki Dynasteia” è di per sè una dichiarazione d’intenti, un album testimone di come il gruppo voglia restare legato al passato evitando opzioni evolutive, tuttavia risultando credibile, con orgoglio e attitudine. Sonorità ruvide, a tratti disturbanti accompagnano l’ascolto del disco, che tra minimalismo estremo e satanismo vintage, mischia elementi black, death e doom in un calderone miasmatico e funereo. I brani possiedono un incedere lento e distruttivo, raramente si concedono alle accelerazioni e altrettanto di rado accolgono parti di tastiera e strane basi industrial/ambient. L’opener che dà il titolo all’album mette subito in evidenza lo stile ricorsivo della chitarra e della sezione ritmica, che paiono svolgere un rituale perfettamente scandito dalla diabolica voce mantrica di Diego DoUrden, l’elemento più inquietante del platter.

Spuntano misteriose melodie tra le pieghe di “Witching Lycanthropic Moon” e “Six Towers Of Belial’s Path” due brani drammatici e carichi di impatto emozionale in cui spunta l’organo e si insedia un grande flavour epico. Violenta e più veloce, “Demoler Las Torres Del Cielo (En Nombre Del Diablo)” funziona da contraltare, rivelando una ferocia non sospetta. In coda, “Chiesa Dei Bambini Molestati”, congeda la band con un pezzo volutamente disturbante, questa volta un mid tempo che non lesina parti atmosferiche, nè un finale ambient in stile Abruptum.

Un disco che arriva indubbiamente fuori tempo massimo, ma un must per i cultori della scena underground.

Voto recensore
7
Etichetta: Season Of Mist

Anno: 2019

Tracklist: 01. Protogoni Mavri Magiki Dynasteia 02. Weighing Heart Ceremony 03. Witching Lycanthropic Moon 04. Akhenaton (Son Mighty Sun) 05. Six Towers Of Belial's Path 06. Demoler Las Torres Del Cielo (En Nombre Del Diablo) 07. Soultrap Sorcery Of Vengeance 08. (Introcucione D’la Melodia Mortuoria) Thanatopraxy 09. Al Nakba (666 Days Of War) 10. Chiesa Dei Bambini Molestati
Sito Web: www.mystifier.com.br

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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