The Hellacopters – Recensione: Payin’ The Dues

Abbiamo più volte sentito usare il nome Scan Rock per descrivere il sound di svariati gruppi, ma da dove nasce questa definizione? Questo termine Scan rock che è l’abbreviazione di Scandinavian Rock ha preso vita verso la fine degli anni novanta per descrivere delle sonorità dal forte impatto, caratterizzate da un sound diretto, grezzo e ruvido e che hanno trovato terreno fertile soprattutto in Svezia. Tra i capisaldi di questa corrente musicale troviamo gli Hellacopters una formazione che vede tra i suoi fondatori membri degli Entombed, Nicke Andersson alla voce e chitarra e dei Backyard Babies, Dregen alla chitarra accompagnati da Kenny Hakansson al basso e Robert Eriksson alla batteria.

Questo “Paying The Dues” è il secondo capitolo discografico della formazione svedese e per chi scrive, l’apice compositivo raggiunto dal four-piece. La loro è una riuscitissima miscela di Kiss settantiani, dei Ramones più scatenati farciti dalla grinta e forte attitudine dei Motorhead, un mix letale che ci conquista subito dall’iniziale “You’re Nothin’”. In “Like No Other Man” prepotenti sono le influenze della band del bacio, il tutto arricchito da acidissime bordate stoner rock e ritmi sincopati. Con “Looking At Me” si rallenta leggermente il ritmo mentre in “Riot On The Rocks” prepotenti emergono le influenze punk che si propagano in una track breve e furiosa, senza fronzoli e dalla fortissima attitudine. “Hey!” è un pezzo se vogliamo dire più nostalgico che prende il meglio di gruppi come i Thin Lizzy, MC5 e Hanoi Rocks e ci consegna un prezioso gioiellino senza tempo, retrò quanto basta, ma assolutamente irresistibile. “Soulseller” è un’altra composizione vincente, grintosa quanto basta e caratterizzata da un ritornello altamente memorabile che rimane subito impresso, mentre con “Where The Action Is” siamo pronti a premere il piede sull’acceleratore e lasciarci trasportare dall’incredibile onda sonora che questi quattro loschi figuri sanno creare con i loro strumenti.

Anche nella parte finale di questo “Payin’ The Dues” non c’è proprio spazio per la melodia e non ci sono filler, questo è un disco che merita assolutamente di essere riscoperto e che decreta il successo di un sound mai alla moda, vecchio e rozzo, ma efficace allora come adesso. Da avere nella vostra collezione!

Etichetta: White Jazz/Audioglobe

Anno: 1997

Tracklist:

01. You Are Nothin’
02. Like No Other Man
03. Looking At Me
04. Riot On The Rocks
05. Hey!
06. Soulseller
07. Where The Action Is
08. Twist Action
09. Colapso Nervioso
10. Psyched Out And Furious


Sito Web: http://www.hellacopters.com/

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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