Nocturnus AD – Recensione: Paradox

Siamo tutti a conoscenza che i Nocturnus della formazione originale non torneranno mai più, dopo averci lasciato un album interessante, ma abbastanza atipico per il loro stile come “Ethereal Tomb”, ma questo non ha impedito a Mike Browning, l’unico membro di quella formazione, di fondare un altro gruppo che, prima o poi, avrebbe tentato di sostituire i Nocturnus. Precedentemente noto come After Death per non destare sospetti e scatenare processi in tribunale, questo progetto, nominato ovviamente come Nocturnus AD (qualunque riferimento agli Entombed è puramente casuale e non necessariamente voluto), dopo aver fatto un po’ di gavetta registrando demo e uno split, ha pubblicato il primo album propriamente di debutto, Paradox, quest’anno.

https://www.youtube.com/watch?v=4CT09g-aCbw

Inutile dire come quest’album sia un’evidente continuazione del death metal schizofrenico, tecnico e surreale di quello dei precedenti due album prima dello scioglimento (indicando che anche il gruppo sembra rigettare “Ethereal Tomb”). E allora via con canzoni grandiose, teatrali e mai statiche con tanto di accompagnamenti di tastiera. Passando da “The Antechamber” a “Aeon of the Ancient Ones”, da “Seizing the Throne” a “Procession of the Equinoxes”, l’ascoltatore viene assalito da riff in scale poco convenzionali ed orecchiabili, prevalentemente armoniche minori e cromatiche, senza per questo suonare granché brutale (accordatura sempre in Mi bemolle, come ai vecchi tempi). La voce è un mezzo growl un po’ incapacitato, mentre la produzione suona strana: le tastiere hanno un effetto laser costante che le rende impastate all’inverosimile, mentre il resto della strumentazione suona quasi old-school, come a simboleggiare il non voler lasciare un passato che molti considerano morto. “Seizing the Throne” è leggermente meno dispersiva, mantenendo un groove rocambolesco anche durante i rallentamenti, mentre “Apotheosis” non inizia se non dopo un’introduzione lunga almeno un minuto e mezzo.

https://www.youtube.com/watch?v=d0WeA1fkLpo

Chiunque abbia ascoltato i primi due lavori dei Nocturnus potrà avere una vaga idea di come suona quest’album, con la differenza che le tastiere sono in maggiore frequenza e con più risalto nel mix. Ad eccezione della prima traccia e della coda strumentale “Number 9”, le canzoni non sono granché memorabili, e spesso appaiono caotiche… esattamente come i vecchi Nocturnus. Una cosa è certa: per i fan di queste sonorità, l’album non sarà una delusione, controversie o meno.

Voto recensore
7.5
Etichetta: Profound Lore Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. Seizing The Throne 02. The Bandar Sign 03. Paleolithic 04. Precession Of The Equinoxes 05. The Antechamber 06. The Return Of The Lost Key 07. Apotheosis 08. Aeon Of The Ancient Ones 09. Number 9

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