Eclipse – Recensione: Paradigm

Erik Martensson continua a non sbagliare un colpo, anzi sembra andare oltre aspettative sempre più alte: questo il primo verdetto ascoltando il nuovo lavoro in studio degli Eclipse, suo progetto principale e veicolo di ciò che esce più spontaneamente dalla sua penna e dal suo cuore. “Paradigm” presenta un approccio più leggero degli album precedenti, ma la maestria nel costruire melodie di impatto immediato viene confermata e se possibile accentuata da arrangiamenti meno heavy rispetto al passato. In un certo senso, gli Eclipse sembrano lanciare il guanto di sfida agli H.E.A.T. sullo stesso loro terreno. E in questo ipotetico scontro, oggi, ne uscirebbero vincitori.

Il riff che guida con efficacia e rapidità nel cuore delle cose che contano rende micidiale l’opener “Viva La Victoria”, fatta apposta per essere cantata a squarciagola sin dal primissimo ascolto. In particolare il trittico iniziale è da togliere il fiato, ma tutto “Paradigm” è un susseguirsi di potenziali hit, in cui Martensson si supera nella capacità di scrivere chours indimenticabili, firmando un lavoro che – se ci fosse una logica nelle vendite – potrebbe scalare le classifiche di mezzo mondo. L’ariosità dei brani, la compattezza di una band che si è fatta le ossa ed è diventata grande suonando in lungo e in largo come headliner e di supporto a pezzi grossi come Aerosmith e Scorpions, la guida e l’interpretazione sempre più sicure di Martensson sono gli ingredienti di un album che condensa in quaranta minuti la perfetta applicazione dei manuali di AOR e melodic rock, senza per questo suonare artefatto o poco credibile. La chitarra di Magnus Henriksson è meno presente che in passato, ma ciò non diminuisce l’energia complessiva sprigionata dagli Eclipse, e questo grazie ad una performance vocale da urlo e ad una sezione ritmica agile e puntuale che ben sostiene l’incalzare dei pezzi di “Paradigm”. Tra gli highlight dell’album, l’anthemica “United” diventerà un cavallo di battaglia dal vivo così come la cadenzata “The Masquerade”, che recupera e rinvigorisce quei toni epici che infondono anche la sognante “Take Me Home” in chiusura.

Poche storie, uno degli album dell’anno in campo melodic rock.

Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. Viva La Victoria 02. Mary Leigh 03. Blood Wants Blood 04. Shelter Me 05. United 06. Delirious 07. When The Winter Ends 08. .38 Or .44 09. Never Gonna Be Like You 10. The Masquerade 11. Take Me Home
Sito Web: https://www.eclipsemania.com/

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. ANDY

    ….ma….a me il primo ascolto mi ha spiazzato….mi pare che a parte viva la victoria le prime 6 canzoni sono meno azzeccate che su i due precedenti album….mery leight e’ brutta,pare quasi una loro b-side….blood non mi convince ….shelter me migliora l’ascolto ma united e’ cosi’ cosi’ musicalmente…delirious poi e’ un po troppo gia’ sentita…da winter ends in avanti invece mi pare che l’album dia il meglio di se…..in conclusione non si puo’ dire sia un brutto album ma io preferisco i tre precedenti!!!!

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