Whitechapel – Recensione: Our Endless War

Non definiteli semplicemente Deathcore, i Whitechapel con la quinta fatica tendono a discostarsi da questa definizione, il loro sound è molto diverso dal precedente “Whitechapel” (la recensione) pubblicato nel 2012, molto più progressivo.

Cavalcando l’onda delle ritmiche Djent, i nostri sembrano essersi follemente innamorati di queste ed hanno letteralmente inondato l’album con questi richiami, con le dovute eccezioni, come ad esempio “Worship The Digital Age”, sicuramente il brano più aderente al passato della band, con il suo incipit in stile marcatamente Deathcore, slow tempo pachidermici che si alternano a vere e proprie cavalcate.

L’intro iniziale conduce direttamente verso la title track “Our Endless War” (il video) e dai primi tocchi di chitarra ci si rende subito conto del massiccio uso di sette corde e downtuning, trattasi di una delle migliori tracce dell’intero Cd; più rallentata la seguente “The Saw Is The Law” (il video), brano che mette in evidenza nel migliore dei modi il nuovo corso della band del Tennessee: tenendo ben a mente la definizione di assalto sonoro, la voce di Phil Bozeman si staglia sul tappeto ritmico decisamente più lento e progressivo. Il breakdown canonico viene relegato in secondo piano, pur essendo presente in diverse occasioni, “Mono” e “Let Me Burn” su tutte, pare non essere più il principio costituente del songwiriting dei Whitechapel.

La sferzata Djent anche se introduce una nuova variabile nel tessuto musicale, alla lunga finisce col rappresentare un limite, un laccio che tiene a bada la vena creativa, il tipo di accordatura utilizzato dagli axemen porta purtroppo a rendere fin troppo riconoscibili le ritmiche, come si suol dire in gergo chitarristico di bassa lega, “a corda vuota”, per via della timbrica particolare.

Decisamente più godibili in “Blacked Out”, traccia marcatamente Deathcore che dimostra quanto Phil e company siano a loro agio in questa dimensione: è un vero e proprio pugno in faccia, non la solita formula trita e ritrita messa in campo da altri colleghi, uno schitarrare fine a sé stesso, ma violenza ipersonica ben delineata, da rimarcare in questo caso il drumming possente di Ben Harclerode. Lodevole e sperimentale l’ultima “Diggs Road”, track articolata ed atmosferica che si dipana su una lunghezza di ben sei minuti, travolgente l’assolo di chitarra.

“Our Endless War” è un prodotto maturo, che dimostra ancora una volta quanto i Whitechapel siano differenti dal resto dei colleghi di genere, un album transitorio che porterà sicuramente il combo a stelle e strisce ad un ulteriore assestamento.

Voto recensore
7
Etichetta: Metal Blade

Anno: 2014

Tracklist:

01. Rise
02. Our Endless War
03. The Saw Is the Law
04. Mono
05. Let Me Burn
06. Worship the Digital Age
07. How Times Have Changed
08. Psychopathy
09. Blacked Out
10. Diggs Road


Sito Web: http://www.whitechapelband.com/

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