The Agonist – Recensione: Orphans

Capitolo numero 6 nella storia dei The Agonist. “Orphans” arriva a poco meno di tre anni da “Five”, ultima avventura discografica dei nostri prima del recentissimo ritorno.

Ancora una volta a catalizzare l’attenzione della band canadese è la voce di Vicky Psarakis, chiamata a dare concretezza alle intuizioni sonore di Danny Marino, leader e compositore principale della band.

Vicky piace moltissimo nei frangenti più melodici, dove dimostra un registro ed una profondità invidiabili. Da rivedere alcuni passaggi brutali, forse ancora non del tutto a fuoco. Ma puntiglio o meno quello che funziona meglio nel disco sono quelle vie “trasversali” piuttosto che quelle più solidamente metalcore

Ecco che “The Gift Of Silence” e “Blood As My Guide” vincono a mani bassi la sfida (ipotetica) con il primo singolo “In Vertigo”, una bella canzone ma troppo costruita rispetto alle sue reali possibilità. C’è anche qualcosa che stona ad onor del vero, perché “Mr. Cold” è una canzone dall’impatto rock e decisamente slegata dal percorso tracciato dal chitarrista Danny Marino.

A fasi alterne anche “A Devil Made Me Do It” a pochi minuti dalla fine del disco, ma le sorti dei nostri sorridono di nuovo con il discreto coniglio nel cilindro di “The Killing I”. Ultimi minuti per la title track e la bella “Burn It All Down”.

Come scritto, bene la voce di Vicky, capace di cambiare registro a piacimento e con risultati più che discreti. Il giudizio di “Orphans” non si deve limitare al confronto con l’ex vocalist (una “certa” Alissa White Gluz, ormai fuori dalla band da tre dischi per altrettanti insieme agli Arch Enemy), ma deve essere affrontato in prospettiva.

Quello che ancora manca – almeno in questo disco e probabilmente ancora – ai The Agonist è una scrittura leggermente più lineare, meno schizofrenica e “fratturata”.

Il metalcore dei canadesi è piacevole, ma necessita del “salto” definitivo. Il limbo del genere può trasformarsi in gabbia. Che sia il respiro prima di un grande balzo?

Etichetta: Napalm Records / Rodeostar Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. In Vertigo 02. As One We Survive 03. The Gift of Silence 04. Blood as My Guide 05. Mr. Cold 06. Dust to Dust 07. A Devil Made Me Do It 08. The Killing I 09. Orphans 10. Burn it All Down

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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