Harlott – Recensione: Origin

Gli australiani Harlott sono una pura thrash aggression machine. Posseduti dalla tipica fibrillazione, dettata da una quantomai coscienziosa appartenenza al genere, i nostri non si risparmiano certo per quanto riguarda velocità d’esecuzione e potenza di suono. Il tutto rimanendo immancabilmente all’interno dei canoni del vecchio thrash old school (principalmente quello Bay-Area), ma con una pulizia e una cattiveria che rimanda al meglio della scena attuale, anche se a livello di songwriting non ci sono le song azzeccate che siamo abituati ad associare alle grandi band di un tempo.

Non che gli Harlott non imprimano cambi di ritmo nel momento giusto o manchino di appeal melodico (tra l’altro il singer Andrew Hudson è uno dei migliori sentiti di recente nel genere per timbro e spinta vocale), ma in qualche modo le loro song restano un impressionate muro di violenza e eccellente esposizione tecnica (favolose le ritmiche, belli e precisi gli assoli), eppure anche dopo parecchi ascolti si fa fatica ad assimilarle e riconoscerle.

Forse si tratta di un’eccessiva similitudine nella strutturazione di base che rimanda a standard ormai molto usati e che nonostante i cambi e le ripartenze al fulmicotone, il riffing affilato o tutto il lavoro svolto dai singoli strumentisti, finisce per dare l’impressione di un monolite inamovibile.

Difficile quindi citare alcune tracce sopra le altre, ma a nostro gusto qualcosa di più si può riscontrare soprattutto in “Export Life”, dotata di un ritornello particolarmente riuscito e da un assolo tra i migliori del disco, ma anche la velocissima “Ballistic”, dotata di una ritmica tritasassi al limite del death metal, e la conclusiva “No Long For This World”, piuttosto ben elaborata anche se su schemi molto classici del thrash vecchia maniera.

Tra Testament, Exodus da una parte e Warbringer e Ultra-Violence dall’altra gli Harlott possono vantare una qualità notevole nella forma, ma restano ancora un gradino al di sotto rispetto alle band citate per il resto. Hanno però tutto il tempo e le abilità artistiche per migliorare e giocarsi di diritto il titolo di best new thrash band in un futuro molto prossimo.

Voto recensore
7
Etichetta: Punishment 18 Records

Anno: 2014

Tracklist:

01. Origin
02. Effortless Struggle
03. Ballistic
04. Heretic
05. Export Life
06. Hierophobia
07. Kill
08. Infernal Massacre
09. Regression
10. Virus
11. Ultra Violence
12. Not Long For This World   


Sito Web: https://www.facebook.com/HarlottOfficial

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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