Barren Earth – Recensione: On Lonely Towers

“On Lonely Towers” segna il traguardo del terzo studio album per i finlandesi Barren Earth che, freschi di contratto con Century Media, tornano sul mercato discografico a riproporre un ottimo mélange maturato dalle esperienze dei singoli musicisti in alcune delle più celebri band nordiche (Amorphis, Moonsorrow, October Falls, Waltari).

Seguendo il percorso evolutivo che ha segnato gli stessi ensemble da cui il progetto è derivato, i Barren Earth si pongono a crocevia tra sonorità di stampo melodic death, progressive, doom e gothic, a sunto insomma di quanto la scuola nordeuropea ha creato negli ultimi vent’anni, forti di uno stile crepuscolare ma altrettanto solido e metallico.

Il nuovo album fa registrare innanzitutto l’ingresso in formazione del baritono faroese Jòn Aldarà (a sostituire il defezionario Mikko Kotamäki), un vocalist completo e dotato di un timbro duttile che si muove con disinvoltura dal growl a vocals pulite e liriche, uno stile che diventa un vero marchio di fabbrica per la terza fatica del collettivo. Rispetto al precedente “The Devil’s Resolve”, ancora legato per certi aspetti a un contesto death/doom marcato, “On Lonely Towers” prevede una più sentita svolta progressive che ricorda in alcuni frangenti lo stesso sentiero battuto da Opeth e Amorphis.

Ecco che “On Lonely Towers” appare come un platter estremamente vario e cangiante fatto di tracce dal minutaggio piuttosto lungo dove nulla però è nel mucchio per fare numero, ma tutto scorre con logica. Le esecuzioni brillano per la naturalezza con cui la band fa proprie le influenze maturate e le diluisce nel contesto. “Howl” e “Frozen Procession” sono due episodi più snelli e dall’orecchiabilità non sospetta, ma ecco che da “A Shapeless Derelict”, il gruppo comincia a dare il meglio di sè, attraverso il lavoro delle chitarre di Sami Yli-Sirniö e Janne Perttilä, che disegnano chiaroscuri elttroacustici e tessiture complesse ma altrettanto dense di melodia. E’ qui che la voce di Jòn entra come nuovo tratto caratterizzante, a sostenere con la sua versatilità i momenti ora più drammatici e compatti, ora più introspettivi dei pezzi.

Difficilmente una singola canzone si distingue per la preponderanza di un aspetto su di un altro, ogni episodio equilibra molto bene le partiture progressive alla muscolarità metallica, con soluzioni trasversali che talvolta fanno capolino tra le pieghe dei brani, come i movimenti sinfonici ad incipit della citata “A Shapeless Derelict” o un organo hammond che diluito durante l’ascolto risveglia un intrigante gusto seventies.

“On Lonely Towers” è una nuova e valida testimonianza del gruppo fondato dal bassista Olli-Pekka Laine, foriero di una proposta che non si può ormai definire “nuova” in senso assoluto, ma dai toni così gradevoli e notturni da invitare più volte all’ascolto.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Century Media

Anno: 2015

Tracklist:

01. From The Depths Of Spring
02. Howl
03. Frozen Processions
04. A Shapeless Derelict
05. Set Alight
06. On Lonely Towers
07. Chaos The Songs Within
08. Sirens Of Oblivion
09. The Vault


Sito Web: https://www.facebook.com/BarrenEarth

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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