Darkthrone – Recensione: Old Star

Un titolo come “Old Star” non lascia dubbi. Il nuovo album dei Darkthrone è, come d’altronde anticipato dallo stesso Fenriz, un chiaro e sincero tributo alle sonorità estreme e pure classiche degli anni’80, con inevitabili riferimenti ai Celtic Frost, una robusta dose di doom catacombale e riffoni presi in prestito alla new wave dei bei tempi. Un album che giustamente riprende il filo conduttore adottato dal duo norvegese dal 2010 in avanti, con un occhio di riguardo, in particolare, al feeling epico dell’ultimo “Arctic Thunder”.

“Old Star” suona volutamente ruvido e sporco, nulla è cambiato in seno ad una band che non ha mai cavalcato le tendenze, anzi le ha sempre sbeffeggiate. Ecco dunque che “I Muffle Your Inner Choir” pare uscire da un vinile degli Hellhammer, seguendo un up-tempo ricorsivo ma coinvolgente, con un break doom/death nella parte centrale. La chitarra macina dei riffoni essenziali ma di presa e la voce di Nocturno Culto, gutturale e sardonica, fa subito il suo dovere.

“The Hardship Of The Scots” è costruita su di un riff hard’n’heavy assai orecchiabile per gli standard della band, ma altrettanto epico e suggestivo. Ancora una volta la parte centrale rallenta il ritmo, per poi riprendere la melodia portante. Oggettivamente sottotono, la titletrack non riesce ad essere ficcante come vorrebbe, ma già la successiva “Alp Man” aggiusta il tiro, scomodando un fantasma sabbathiano che rallenta il pezzo.

La vecchia scuola “black/thrash/death” torna prepotente in “Duke Of Gloat” altro episodio particolarmente ben riuscito, forte di una melodia semplice ma piena di groove e di un Nocturno Culto che sfodera una voce quanto mai potente. Torniamo nella palude del doom/death con “The Key Is Inside The Wall”, che chiude il disco con ritmi più ragionati, pur sempre spezzati dalle accelerazioni sapientemente diluite.

Un album coerente con la strada intrapresa dal gruppo negli ultimi dieci anni. Non un continuatore dell’epoca del mito, non un platter destinato a rimanere nella memoria collettiva ma un buon risultato per una band che continua a dire la sua con assoluta coerenza.

Etichetta: Peaceville Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. I Muffle Your Inner Choir 02. The Hardship Of The Scots 03. Old Star 04. Alp Man 05. Duke Of Gloat 06. The Key Is Inside The Wall
Sito Web: https://www.facebook.com/Darkthrone-101075189934422/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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