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Gene Simmons – Recensione: Nothin’ To Lose – La nascita dei Kiss

“You wanted the best, You’ve got the best! The hottest band in the world… KISS”!. Alzi la mano chi ha sentito pronunciare almeno una volta questa famosissima introduzione. Già, ma come è nato questo celeberrimo motto? E come si sono incontrati Paul, Gene, Ace e Peter? Dove hanno tenuto il loro primo concerto insieme? Come è nata la Kiss Army? Perché Gene Simmons ha inventato il numero dello sputa fuoco? Com’è nato il grande amore tra i Kiss e la città di Detroit? Chi ha scattato le foto di “Alive!”? A questa, e a un’infinita serie di altre domande, dà risposte più che esaurienti il libro “Nothin’ To Lose”, tradotto a tempo di record a pochi mesi dalla sua pubblicazione negli States.

Sintetizzare il contenuto di questo imponente volume di più di 500 pagine è quindi un’impresa abbastanza complicata, anche perché in questo libro c’è veramente tutto quello che riguarda i primissimi anni di vita dei Kiss. Dagli esordi in un attico di New York adibito a sale prova fino al successo planetario di “Alive!” e del singolo “Rock And Roll All Nite”, gli anni fra il 1972 e il 1975 vengono analizzati minuziosamente e sminuzzati in una serie infinita di episodi, raccontati però (e questa è una delle particolarità del libro che ne rende la lettura molto scorrevole) in discorso diretto attraverso le dichiarazioni di chi prese parte a quelle vicende, a cominciare dai membri stessi della band per arrivare a tutti i personaggi di contorno: fotografi, discografici, amici, sarte, roadie, fan di vecchia data e via dicendo. Scopriamo quindi che i Kiss, nonostante a inizio carriera siano stati bistrattati da molti addetti ai lavori, discografici, ma anche radio e riviste musicali, sono stati dei precursori sotto molti aspetti, non solo nel genere proposto e nel look, ma anche per il loro occhio di riguardo verso gli affari, il merchandising e il marketing, in epoche (ricordiamoci, stiamo parlando dei primi anni ’70) in cui queste parole erano ancora pura fantascienza. Apprendiamo, per bocca di molti musicisti che con loro hanno condiviso il palco, come headliner o come supporter act, che in questi primi anni i quattro Kiss hanno suonato veramente ovunque, in condizioni proibitive, con una tenacia e una forza di volontà (e naturalmente una sana dose di follia) che, evidentemente, alla fine li ha ripagati. Non mancano, soprattutto a inizio carriera, i confronti con Alice Cooper e New York Dolls, forse le due band più vicine per attitudine e look ai Kiss, che comunque erano a loro volta un prodotto nuovo, mai visto prima di allora, e che anche per questo ha stentato a decollare. Sono inoltre evidenziate ed approfondite al massimo due figure fondamentali per evitare che i Kiss sprofondassero nel nulla, ovvero il discografico Neil Bogart, che arriva più volte alla soglia della bancarotta pur di sostenerli, e il manager Bill Aucoin, altra mente a dir poco geniale. Si parla di moltissimi episodi della vita on the road, dai più tragici, come la morte di un roadie in un incidente stradale, ai più entusiasmanti, come il concerto tenuto nella palestra della scuola superiore di Cadillac, nel Michigan, dove tutto il paese venne coinvolto dalla KissMania, al punto da consegnare alla band le chiavi della città. Altri tempi, è uno dei primi pensieri che vengono in mente; vero, ma è anche in questo il grande fascino che esercita questo libro, che si completa grazie a una raccolta di fotografie ricca come non mai, frutto di un lavoro certosino di cui è difficile immaginare le dimensioni. “Nothin’ To Lose” coinvolge dalla prima all’ultima pagina, strappa moltissimi sorrisi ed è fonte di interessanti informazioni, indipendentemente dal livello più o meno elevato di fanatismo nei confronti della band. Da avere.

Voto recensore
8.5
Etichetta: Edizioni BD

Anno: 2014


Sito Web: http://www.edizionibd.it/bd-rock/3124-kiss-nothin-to-lose.html

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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