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Astral Doors – Recensione: Notes From The Shadows

Quella che da anni ci viene proposta dagli Astral Doors è una sontuosa banalità, una rilettura fedele di un sound che per gli amanti resta immortale e gradevolmente immutabile. La qualità musicale di “Notes From The Shadows” non si può discutere, rimane il dubbio sulla reale portata artistica di un progetto che nasce e si sviluppa interamente dentro a canoni che alla lunga finiscono per risultare troppo ristretti.

Song come le Rainbow oriented “The Last Temptation Of Christ” e “Shadowchaser” non lasciano però indifferenti e se si è cresciuti con nelle orecchie un certo sound, anche solo il piacere di riascoltarlo con un bel innesto di energia nell’esecuzione e nella produzione sarà sufficiente ad alzare il gradimento.

Pur senza davvero sperimentare nulla la band mette in mostra anche varianti interessanti, come la lunga “Die Alone”, una suite dal gusto a tratti malinconico e dall’impatto emotivo notevole, supportata sia dalla voce narrativa di Nils Patrik Johansson che dall’eccellente accompagnamento dalle tastiere di Jocke Roberg. Ed anche qualche inflessione sorprendentemente melodica come la easy hard rock “Desert Nights” o la ritmata “In The Name Of Rock” (che pare un estratto dai primi album solisti del compianto Ronnie James Dio).

Il pregio degli Astral Doors è quello di non apparire costruiti artificialmente, ma di riuscire a trasmettere la passione per la musica che suonano. Non sono minimamente originali e spesso si fa fatica anche a definirli personali, ma a loro modo riescono incredibilmente a far funzionare, e da ormai parecchi album, una proposta che si sarebbe immaginato esaurirsi velocemente. In fondo in un epoca in cui il rock è diventato quasi grottesco nel suo perenne rimasticare il passato, anche gli Astral Doors possono dire la loro. E non lo fanno certo con pregio inferiore rispetto a tante band più osannate e famose.

Voto recensore
7
Etichetta: Metalville

Anno: 2014

Tracklist:

01. The Last Temptation Of Christ
02. Disciples Of The Dragon Lord
03. Wailing Wall
04. Shadowchaser
05. Die Alone
06. Hoodoo Ceremony
07. Southern Conjuration
08. Walker The Stalker
09. Desert Nights
10. In The Name Of Rock
11. Confessions
12. Shadow Prelude In E Minor (Bonus Track)


Sito Web: http://www.astraldoors.com/

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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