Amplifier – Recensione: Mystoria

È successo anche agli Amplifier!

Una delle poche formazioni odierne che non si era mai ripetuta di album in album (per non parlare dei numerosi EP), pur mantenendo alcuni spiccati tratti distintivi, questa volta condensa quanto di buono fatto in passato senza però strabiliare a livello di idee; il nuovo arrivato “Mystoria” (che poi tanto nuovo non è visto che era in lavorazione prima che Sel Balamir recuperasse vecchi demo e li tramutasse in “Echo Street”) infatti ha l’immediatezza del debut album, la ricercatezza di “Insider” (la recensione) e qualche divagazione simile a quelle ben più estenuanti contenute in “The Octopus” (la recensione) ma non raggiunge il livello di nessuno di questi proprio per la sensazione di già sentito che si prova durante l’ascolto di pezzi peraltro non banali come “Magic Carpet”, “Bride” o “Named After Rocky”.

Certo, la formazione ora è decisamente più cementata e lo stesso Balamir ha dichiarato di voler aumentare la frequenza delle uscite a nome Amplifier per la forte ispirazione che lo pervade in questo periodo; la sensazione è che su “Mystoria” gli inglesi abbiano voluto eliminare tutto il grasso superfluo presente nelle loro composizioni più psych ottenendo una linfa puramente rock.

Autoprodotto ma sospinto questa volta dalla Superball Music (ennesimo cambio d’etichetta) questo lavoro mostra comunque un nuovo lato della band di Manchester, più diretto e più rivolto all’audience piuttosto che a sé stessi; le influenze riconoscibili sono questa volta quelle classicamente rock come Led Zeppelin, qualcosa dei Rush così come dei Soundgarden e dopo tutta la ricercatezza del passato dobbiamo accontentarci di una versione degli Amplifier più semplice e diretta.

 

Voto recensore
6,5
Etichetta: Superball Music

Anno: 2014

Tracklist:

01. Magic Carpet

02. Black Rainbow

03. Named After Rocky

04. Cat’s Cradle

05. Bride

06. Open Up

07. OMG

08. The Meaning Of If

09. Crystal Mountain

10. Crystal Anthem


Sito Web: http://www.amplifierband.com

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Il Filosofo

    Echo Street erano materiali dei primi anni di attività ripresi e rielaborati. Mystoria riprende alcuni pezzi composti insieme a quelli di The Octopus ma anche cose appena composte. E mi sembra tutto tranne che questo album sia uguale agli altri, anzi. Una cat’s cradle gli Amplifier non l’hanno mai fatta. In più Mystoria è mixato da Chris Sheldon quindi non proprio autoprodotto…

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