Raison D’Être – Recensione: Mise En Abyme

I Raison D’Être ci guidano ancora una volta in un viaggio all’interno dei risvolti più contorti dell’Essere, continuando il percorso che si era interrotto nel 2009 con “The Stains Of The Embodied Sacrifice”. “Mise En Abyme”, la nuova creatura di Peter Andersson, esplora dunque gli anfratti più oscuri della Persona e di fatto consegna una prova che risponde pienamente alle esigenze di sperimentazione lisergica e industriale che dal 1992 respira tra le note di Raison D’Être.

“Mise En Abyme” non è un ascolto per tutti, piuttosto un allucinogeno da assumere in piccole dosi. Il progetto risponde ai canoni dell’industrial più classico, dove il termine non è riferito tanto all’elettronica ridondante e da club quanto piuttosto al reale rumore metallico, che (Valerio Evangelisti docet) qui si lamenta e assume vita propria.

L’album pare diviso in due parti ideali, la prima, composta da “Abyssos” e “Infernos”, ci trascina in un sottosuolo popolato dai demoni interiori, dove saremo sferzati da rumori metallici e cavernosi che vomitano rabbia, dissonanza, ci disturbano e sono lieti di farlo. Le due tracce hanno rari momenti di respiro, tutto è lento e quadrato, permeato da una sensazione di oblio e decadenza che termina nell’inquietante crescendo noise/drone di “Infernos”.

“Katharos” e “Agraphos”, puntano invece sull’introspezione più dimessa e l’eleganza, proponendo ipnotici paesaggi drone dove il buio e trionfa, mentre l’accompagnamento è scandito da misteriosi cori operistici sia maschili che femminili. In particolare “Agraphos” poggia su atmosfere medievali e percussive che ricordano vagamente le opere più recenti di Jocelyn Pook, andando a risvegliare spiriti sopiti da secoli.

Raison D’Être torna con la sua commistione di reale e metafisico, un plasmare la materia musicale del tutto sopra le righe che trova una nuova e solida concretezza in “Mise En Abyme”.

Voto recensore
7
Etichetta: Transgredient Records

Anno: 2014

Tracklist:

01.  Abyssos

02.  Infernos

03.  Katharos

04.  Agraphos


Sito Web: http://raison-detre.info/main.html

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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