Hollow Haze – Recensione: Memories Of An Ancient Time

Il rischio è che una delle band italiane più prolifiche e promettenti degli ultimi anni, si trasformi in una delle tante metal opera ormai così in voga. Gli Hollow Haze arrivano con “Memories Of An Ancient Time” al sesto disco in nemmeno dieci anni di carriera, dopo la dipartita di Fabio Lione, che era stato protagonista sull’ottimo “Countdown To Revenge”. Il frontman superimpegnato con Angra e Rhapsody Of Fire (ma davvero qualcuno credeva che sarebbe rimasto in veste di cantante ufficiale?) ha lasciato ben presto la compagnia, sostituito non da uno, ma ben 5 vocalist della scena internazionale. La band vicentina ha cosi chiamato per la seconda parte di questo concept a sfondo egizio-futurista, Mats Leven, Rick Altzi, Amanda Somerville, Ivan Giannini e Claudia Layline ad alternarsi dietro al microfono.

Se i vari frontman portano un bagaglio d’esperienza notevole e professionalità e classe indiscutibili, dall’altro lato si fa fatica ad apprezzare lo stile della band, maturato disco dopo disco, un pizzico disorientati dai cambi di registro tra una song e l’altra. Se Mats Leven fa da filo conduttore alla storia, sobbarcandosi il lavoro maggiore, gli Hollow Haze dimostrano ancora una volta di essere in grado di tessere trame intricate, muovendosi con disinvolture lungo le coordinate del symhponic power metal. E se l’opener “Rain Of Fire Lights” è vicina alla scuola tedesca, canzone dopo canzone “Memories Of An Ancient Time” si conferma debitore dello stile dei Kamelot, oscuro ed ipnotico negli arrangiamenti. Chiarissima in questo senso “An Ancient Story”, con Leven a duettare con la Somerville, su un tappeto magniloquente di archi, come fu un tempo per Roy Khan e Simone Simons. In “Angeli Di Fuoco” si conquista la scena il nostro Ivan Giannini, negli ariosi momenti cantati in italiano, mentre non poteva mancare la song oriental style, la sympho prog “Lance Of Destiny”, impreziosita da orchestrazioni ben congeniate.

Gli Hollow Haze si confermano una band abilissima in fase compositiva, ormai a livello dei grandi della scena. E’ un peccato questa girandola di vocalist dietro al microfono nel corso di “Memories Of An Ancient Time”, perché si rischia davvero di snaturare il concetto di band a tutti gli effetti, perdendo cosi la possibilità di gustare la personalità nel songwriting, talmente concentrati ad ascoltare l’intervento del guest di turno.

Voto recensore
7
Etichetta: Scarlet Records / Audioglobe

Anno: 2015

Tracklist:

01. Out In The Darkness (intro)
02. Rain Of Fire Lights
03. Created To Live
04. An Ancient Story
05. A New Era
06. Night Is Calling
07. Angeli Di Fuoco
08. Silvertown
09. Eyes Of The Sphinx
10. Lance Of Destiny
11. Demon
12. Gate To The Eternity


Sito Web: www.hollowhaze.com

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