Headless – Recensione: Melt The Ice Away

Tornano a fare notizia, dopo tre anni dall’ultima pubblicazione, gli Headless, dignitosa band con musicisti italiani ma capeggiata da quel Göran Edman, che nella sua carriera ha fatto cose mirabolanti dietro il microfono e ormai da tempo fa un po’ come il prezzemolo e compare in innumerevoli progetti e comparsate di vario tipo. Il genere della band, almeno sulla carta, è identificato come un misto fra classic metal e hair metal, a cui si aggiungono note ispirate al progressive moderno in stile Queensryche. A tutto questo vanno aggiunti una serie di assoli di chitarra (tra l’altro l’album si apre proprio con una parte di chitarra), un po’ di cori disposti sapientemente in ordine sparso e, soprattutto, la voce di Edman a fare da collante. Diciamoci la verità, se non fosse per il suo cantante, “Melt The Ice Away” rischierebbe di passare direttamente nel dimenticatoio, più che altro con la colpa di essere composto da brani non particolarmente innovativi.

Ci sono, è vero, una serie di ritornelli e di riff che si incastrano subito in testa e che viene voglia di canticchiare a ripetizione nel corso della giornata, ad esempio quello della title track, e il fatto che la band si sia sforzata di inserire nei propri pezzi anche qualche influenza più moderna è un qualcosa che potrebbe piacere ai più giovani e a quelli che (se ci sono) liquidano Edman come uno dei tanti che hanno cantato per Yngwie Malmsteen. La lenta “Frame“, dai suoni quasi gotici, che contrasta ferocemente con la dinamica vivace di “Shortage“, rappresenta bene la dicotomia di stili che compone il sound degli Headless; anche l’angosciosa “A Sensless Roaring Machine” è interessante e si inquadra in uno stile più moderno e più simile al prog metal, con le sue alternanze tra parti più melodiche e un tema portante duro e spigoloso. Tutti elementi ineccepibili sotto il piano tecnico, ma non particolarmente interessanti, nemmeno tenendo conto dell’ampia discografia prodotta da Edman, che nella sua carriera ha prodotto lavori ben più incisivi. Ad ogni modo, un album da ascoltare.

Voto recensore
6.5
Etichetta: Mighty Music

Anno: 2016

Tracklist: 01. So Much Of A Bore

02. Good Luck Resized

03. Melt The Ice Away

04. Frame

05. Shortage

06. A Senseless Roaring Machine

07. Stillness of the Heart

08. Gather Knowledge Gather Wisdom

09. When Dreams & Past Collapse
Sito Web: https://www.facebook.com/headless.italy/?fref=ts

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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