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Mike Tramp – Recensione: Maybe Tomorrow

Finalmente, ed è proprio il caso di dire finalmente, Mike Tramp è tornato a relizzare album degni del suo nome e, soprattutto, delle sue grandi capacità. Dopo la parentesi decisamente mediocre rappresentata soprattutto da “Museum“, secondo elemento della trilogia, e anche dal sonnolento “Cobblestone Street”, bastano le prime note dell’opener “Coming Home“, da cui traspare tra l’altro tutto l’amore di Tramp per i Thin Lizzy, per capire che stavolta siamo di fronte a un lavoro che ha veramente molte buone carte da giocare.
I lavori precedenti, infatti, riflettevano il lato più intimista di Tramp, con brani rivolti quasi esclusivamente alla sfera del rock acustico, che però denotavano una generale scarsità di idee. Tutt’altro discorso per “Maybe Tomorrow“, dove prima di tutto torniamo a sentire chitarre elettriche a palate, e dove molti brani composti prevalentemente da parti in acustico, come la title track, che si conclude con un lungo assolo mozzafiato, hanno poi un risvolto rock ben più heavy. C’è molto più spazio quindi per gli strumenti in elettrico, sempre improntati verso un rock classico, grezzo e spontaneo, che caratterizza la carriera solista del musicista danese praticamente da sempre, per la chitarra slide, senza dimenticare l’importante influenza di una band vera e propria che accompagna il frontman, a garantire la coerenza dei brani. Il mid tempo allegro di “Rust And Dust“, così come la solida “Leaving One Day“, e perfino “Would I Lie To You“, mid tempo acustico decisamente più delicato, ci mostrano un Tramp che non vedevamo da un po’, creativo e motivato nel mostrare i molteplici aspetti della sua personalità musicale e la robustezza delle sue convinzioni. Si torna a più riprese verso il sound degli anni ’70 e si ha a che fare in generale con testi riflessivi, che parlano del bisogno di chiudersi in se stessi, a volte, della necessità di avere un posto da chimare casa e a cui appartenenre e dell’importanza della sincerità. Da tempo ormai, infatti, L’ex White Lion ci ha abituati a brani che parlano della normalità della vita, dello straordinario all’interno del quotidiano, ma stavolta lo fa aggiungendo una sana dose di distorsore al peperoncino per un lavoro che si riascolta molto volentieri più e più volte.

Voto recensore
8
Etichetta: Mighty Music/Target Group

Anno: 2017

Tracklist: 01.Coming Home

02.It's Not How We Do It

03.Spring

04.Would I Lie To You

05.Rust And Dust

06.Leaving One Day

07.Time And Place

08.What More Can I Say

09.Why Even Worry At All

10.Maybe Tomorrow
Sito Web: https://www.facebook.com/MikeTrampOfficial/?fref=ts

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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