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Mattia Montanari – Recensione: Mario “The Black” Di Donato: Ars et Metal Mentis

Il sottotitolo “Ars et Metal Mentis” non è semplicemente un richiamo per i curiosi o una dichiarazione di intenti ma, come si capirà presto addentrandosi nella lettura di questa nuova uscita editoriale della Crac Edizioni, è il motto che da tempo contraddistingue tutto il lavoro artistico di Mario “The Black” Di Donato. Un lavoro, come si capisce presto, che interessa almeno due settori dell’arte, non solo la musica, ma anche la pittura. Mario Di Donato infatti, nella sua lunga e complessa carriera, che lo ha portato a vivere varie esperienze musicali con band diverse (anche se l’attuale formazione è consolidata da una ventina d’anni), non si è dedicato solo alla musica composta, suonata ed eseguita dal vivo, ma anche alla pittura, ricevendo tra l’altro numerosi riscontri positivi e vincendo una serie di premi e riconoscimenti per i suoi lavori. Non a caso l’autore del libro, Mattia Montanari, si riferisce sempre a Mario Di Donato come Artista con l’iniziale maiuscola, per sottolineare anche con l’ortografia il valore a tutto tondo dei lavori del protagonista del libro.

Oltre all’eclettismo nel suo amore per l’arte, la vita di Mario Di Donato viene esplorata partendo dal suo legame con le tradizioni e la riscoperta dell’Abruzzo come regione piena di leggende suggestive, viene considerata la grande spiritualità del protagonista, che oltre a guidarlo nella vita personale gli ha consentito di realizzare opere profonde e permeate di notevoli significati religiosi, sia nelle opere pittoriche che nei testi (di cui vengono proposti molti esempi), per arrivare alle motivazioni che lo hanno spinto, da un certo punto in poi della sua carriera, ad utilizzare il latino come lingua principale per la scrittura dei testi. “Ars et Metal Mentis” non è quindi solo un percorso indietro nel tempo per approfondire un personaggio che forse non ha mai ottenuto l’attenzione che meriterebbe, ma diventa una conoscenza personale con l’uomo e l’artista, di cui si decantano le doti artistiche ed umane. Preparatevi quindi a un libro complesso, con molte fotografie ma anche molto dettagliato nello scritto, con ampie parentesi dedicate alle storie che hanno ispirato i principali cicli pittorici di “The Black”, alle etichette discografiche con cui il musicista ha stretto legame da tempo e ad alcuni incontri avuti con personaggi importanti della scena metal italiana. Un altro lavoro completo e interessante, legato ancora una volta, come è ormai prerogativa della Crac Edizioni, a un personaggio importante del metal di casa nostra.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Crac Edizioni

Anno: 2014


Sito Web: https://www.facebook.com/crac.edizioni/timeline

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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